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La Nazione (5256)

 

“L’ESERCITO di Libero” marcia su Carrara… Spazio Repetti presenta le opere di Libero Maggini con una mostra che si inaugura venerdì alle 18 nella dimora di via Santa Maria. Libero Maggini (nella foto) con disegni, ceramiche e sculture ci trasporterà nel suo mondo fantasioso, ricco di enigmatici ed inquietanti personaggi. NEL CENTRO cittadino le antiche stanze di uno dei palazzi storici più suggestivi si trasformeranno così in un teatro di battaglia, dove un esercito di anime irrequiete ci guiderà sul terreno minato dalle nostre paure e angosce più profonde, alla scoperta dell’invincibile dialogo che da sempre è così difficile sostenere con noi stessi. Libero Maggini, nasce a Viareggio da padre scultore e madre ceramista, inizia da bambino a disegnare fumetti, si diploma al liceo artistico di Lucca e frequenta la nostra Accademia. Nel 2008 realizza per la città di Viareggio “Maggio”, un originale gruppo di cinque sculture attualmente installate sulla scogliera del porto di ponente della città. La mostra a casa Repetti in via Santa Maria rimarrà aperta fino al 2 giugno tutti i giorni dalel 10 alle 12 e dalle 16 alle 1. Ingresso libero.

IL PREMIO ORGANIZZATO DA UGO GANAPINI
A Torano torna la poesia Il dialetto fra arte e scultura
TUTTO è pronto, a Torano, per la seconda edizione del Premio poesia dialettale carrarese. Vent’anni fa nacque il comitato Pro Torano con la rassegna d’arte «Torano notte e giorno», manifestazione è diventata un must per per l’ambiente artistico. La ventesima edizione della rassegna, curata da Emma Castè, si terrà dal 26 luglio al 13 agosto. All’interno spazio per la seconda edizione del Premio di poesia la cui organizzazione è stata affidata dal comitato Pro Torano a Ugo Ganapini, poeta toranese doc. Il Premio di poesia è denominato «Sot l’ steda d’ Toran» ed è rivolto a tutti gli autori dialettali carraresi. La premiazione è prevista per il 2 agosto alle 21 nella piazzetta del paese. Ci saranno inoltre attori che si esibiranno con un proprio repertorio dialettale. Per informazioni chiamare il 3497321323. Tutto questo accadrà in quella Torano che è il paese più vicino a Carrara, con una storia millenaria di marmo e cavatori, alla quale oggi, dopo decenni, si è consolidata una tradizione culturale che crea richiamo artistico sempre più rilevante.

SAN FRANCESCO
Al via la nuova residenza d’artista al Cap Il progetto di Chiara Camoni
«DEL TEMPO lineare e del tempo ciclico ovvero della storia e della natura». E’ questo il titolo della seconda residenza d’artista ospitata al Centro arti plastiche di via Canal del Rio. A cordinare il tutto è Chiara Camoni che presenta un progetto basato sull’archivio Zaccagna. «Le due concezioni classiche del tempo sono quella lineare e quella circolare – spiega l’artista –. Quella circolare è stata appannaggio delle società antiche e in genere delle società orientali, mentre quella lineare delle società moderne e in particolare di quella occidentale, spiega Chiara Camoni. Nella concezione ciclica il tempo viene rappresentato da una ruota. Tutti gli avvenimenti si ripetono in un incessante circolo. La concezione lineare è rappresentata invece da una freccia che inesorabilmente corre verso il futuro, lasciando il passato dietro di sé. Immaginando di immergermi nei materiali degli archivi storici, ho subito sentito la dimensione lineare del racconto storico, o quantomeno il desiderio e la necessità dell’uomo di fare memoria delle vicende accadute. Quando sono a Carrara non posso fare a meno di guardare le montagne che dietro ai palazzi di piazza Alberica si ergono come una quinta teatrale. Intorno alla città c’è subito un paesaggio molto forte. Non solo per la presenza del marmo, ma anche per la rigogliosità della natura stessa». Dopo un primo mese di ricerca sono stati individuati alcuni luoghi significativi, documentati all’interno dell’archivio Zaccagna: il progetto proseguirà con l’organizzazione di brevi escursioni per vedere come si presentano oggi. Da queste ricognizioni si svilupperanno poi i vari laboratori e il progetto espositivo, che culminerà nella mostra che sarà inaugurata il 7 giugno alle 18 al Cap. Il lavoro di studio nell’Archivio Zaccagna è stato condotto da un gruppo coordinato da Chiara Camoni e costituito da Beatrice Meoni, Camilla Maria Santini, Elisa Zaninoni, Paola Aringes, Patrizia Giusti, Silvia Vendramel.

 

VIABILITA’ TERMINATI I LAVORI ALLE DUE FRANE

UNA BUONA notizia per chi, per lavoro o svago, va spesso in Garfagnana. E’ stata riaperta nella mattinata di ieri la Strada provinciale 4 di Antona, nel comune di Massa e torna quindi percorribile nella sua interezza e transitabile il Passo del Vestito, consentendo di riportare alla normalità il collegamento con la Garfagnana. Come si ricorderà nel corso dell’ultimo inverno, particolarmente ricco di precipitazioni piovose e nevose, la strada all’altezza del Pian della Fioba, era stata interessata da due movimenti franosi: il primo a monte dell’Orto Botanico, il 24 gennaio scorso, il secondo più a valle il 7 maggio scorso, episodi che hanno causato la chiusura della strada per un lungo periodo. Le pessime condizioni climatiche del mese di febbraio e di buona parte di quello di marzo hanno condizionato la tempistica dei due interventi, portati avanti in due fasi, per un costo complessivo di 260 mila euro: 40 i giorni effettivi di lavoro per il primo e 50 per il secondo. Quest’ultimo, iniziato alla metà di aprile, prevedeva quindi la fine lavori e la riapertura entro la fine di maggio. Le buone condizioni climatiche dell’ultimo periodo hanno consentito di accelerare i lavori per cui è stato possibile riaprire una quindicina di giorni prima di quanto preventivato

 

CARRARA «BASTA, è una strage. Si fermi subito chi non rispetta le regole». Dopo il dolore e la rabbia per la morte venerdì scorso di Luciano Pampana, l’operaio 58enne schiacciato da una pala meccanica mentre lavorava in una cava di marmo sopra Carrara, oggi sotto le Apuane è il giorno della protesta. L’intera provincia si fermerà per otto ore per chiedere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre cavatori e lavoratori di tutti gli altri settori sfileranno per le strade e le piazze carraresi. Attese migliaia di persone. A indire la mobilitazione provinciale sono state le segreterie di Cgil, Cisl e Uil che chiedono ora il pugno duro contro chi non fa tutto il possibile per garantire la sicurezza dei lavoratori, soprattutto in un ambiente duro e difficile come quello dei bacini marmiferi. «Non si può assistere ancora a tragedie come questa, non è la fatalità, ma ancora il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza – dicono i tre sindacati in un comunicato congiunto –. Le cave che non rispettano e non fanno rispettare le norme sulla sicurezza devono essere fermate. Serve il rispetto della legalità, anche in relazione alla correttezza delle procedure amministrative, il nostro compito è quello di combattere lo sfruttamento e la negazione dei diritti dei lavoratori». Proprio per sensibilizzare sulla situazione dei cavatori il primo maggio arrivarono a Carrara i leader nazionali dei sindacati confederali. Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo nel giorno della festa dei lavoratori resero omaggio a uno dei tanti monumenti che ricordano i caduti sulle Apuane per estrarre il marmo bianco. Meno di due settimane dopo questa triste lista è tornata ad allungarsi. Oggi sindacati e lavoratori incroceranno le braccia per fermare quella che non esitano a definrie una vera e propria strage. «Patente a punti per le imprese virtuose, formazione per i lavoratori, giro di vite sul rispetto delle misure di sicurezza, creazione di una filiera del marmo, pensione anticipata per gli addetti del settore. Sono le proposte che avanziamo da tempo per garantire la sicurezza nelle cave e fermare così questa inaccettabile scia di sangue sul lavoro – dice la segretaria regionale Filca-Cisl Simona Riccio –. A Massa-Carrara operano nel settore lapideo 1.765 addetti in 173 aziende, mentre nel decennio 2006-2015 ci sono stati ben 1.145 infortuni, in pratica uno ogni due giorni. Numeri drammatici che testimoniano la gravità e la diffusione di questo fenomeno». Claudio Laudanna

 


‘DE GASPERI’

GALLERIA della Foce: il centro studi «De Gasperi» risponde a Rifondazione Comunista e lo fa punto per punto, alle critiche espresse. «Senza nessuna polemica e ringraziando per i consigli, rispondiamo alle loro critiche. ‘Dirottamento della somma occorrente verso lavori stradali più urgenti riguardanti il nostro Comune’: la somma occorrente per la rinnovata infrastruttura trova collocazione soltanto dentro un programma di opere pubbliche straordinarie, come più volte avvenuto per altre province e mai per la nostra; opere destinate ad interventi non comprensibili nella manutenzione ordinaria di strade comunali. Quindi, o tale somma si acquisisce, o la si perde. ‘Rete stradale dell’abitato di Mirteto’: via San Vitale, via Salvetti e le altre strade della frazione restano esterne al percorso di via della Foce che, in quel tratto, rimane quello esistente. Forse da parte dei dissenzienti è mancata una diretta conoscenza del progetto. ‘Un’opera sbagliata, inutile e dannosa’: per l’utilità, i vantaggi ed i risparmi che la nuova arteria di comunicazione fra i due centri urbani assicura, rimandiamo cortesemente alla lettura, in particolare, dei capitoli IV e V con le relative tabelle del dossier a stampa illustrativo dell’opera, distribuito nella conferenza del 4 maggio scorso e le cui copie possono essere ritirate gratuitamente al centro Studi, o rimesse agli indirizzi che il Comitato di Rifondazione vorrà indicare». Nella foto, Luciano Faenzi del centro studi

 

Gli artisti «scoprono» gli handicap

SAN MARTINO UN CONFRONTO CON L’ESPERIENZA GIAPPONESE

L’ARTE aiuta i disabili. Il 16, alle 10 di mattina, è infatti previsto uno work shop allo studio Marmore in via Elisa 2, San Martino. A presenziare l’iniziativa sarà il professor Kaneko. Con lui ci saranno circa 15 /20persone. Il laboratorio è aperto a tutte le persone, disabili o non, a bambini e anziani, ad artisti professionisti o no ed è gratis. Aiuterà non solo i disabili ma tutti i partecipanti a scoprire la gioia di esprimersi insieme, nella completa libertà di tecnica e stile, ad accettare la diversità e collaborare per scoprire nuove tecniche e visioni creative. Seguirà l’esposizione di disegni del work shop in Giappone mentre quelli eseguiti a Carrara verranno poi esposti in Giappone. In una nota si legge che Kaneko presenterà le opere dei 20 artisti giapponesi. «Gli artisti presenti hanno quasi tutti disabilità mentale, intellettuale o fisica e lavorano nello spazio per l’arte “Face of Wonder” a Tokyo. La disabilità è considerata una caratteristica e gli artisti cercano e creano le attrezzature o i materiali che si adattino alla loro capacità». (nella foto un momento della carrozzabile»


Sindacalisti furenti: bisogna cambiare registro
«Occorre che le concessioni siano rilasciate o prorogate in presenza di imprese con requisiti giuridici e patrimoniali adatti, occorrono garanzie di lavorazioni del marmo in filiera operate nel distretto locale»: la linea dura dei sindacati che hanno proclamato una giornata di sciopero per martedì.
MARTEDÌ l’intera provincia si fermerà. Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato lo sciopero generale di 8 ore come risposta alla morte in cava di Luciano Pampana. L’operaio 58enne originario di Viterbo ha perso la vita venerdì mattina, schiacciato da una pala escavatrice mentre stava lavorando nella cava 76 «Fiordichiara B» nel bacino di Fantiscritti. Solo due giorni prima, a Gioia, si era verificato un altro incidente in cava. In quel caso il lavoratore se l’è cavato con solo qualche ferita e una prognosi di circa una settimana. In risposta a tutta questa situazione i sindacati confederali hanno deciso di ricorrere alla mobilitazione e hanno convocato una grande manifestazione che partirà martedì alle 9,30 da piazza d’Armi. «Non si può assistere ancora a tragedie come questa, non è la fatalità ma ancora il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza – dicono i tre sindacati –. Le cave che non rispettano e non fanno rispettare le norme sulla sicurezza devono essere fermate. Serve il rispetto della legalità, anche in relazione alla correttezza delle procedure amministrative, il nostro compito è quello di combattere lo sfruttamento e la negazione dei diritti dei lavoratori». «A 58 ANNI non si può essere ancora a lavorare in cava – commenta amaro Francesco Fulignani della Feneal Uil –. Ben venga qualsiasi nuovo governo purché ci tolga la legge Fornero. La misura ormai è davvero colma, ogni giorno è come andare in guerra, per questo per martedì abbiamo deciso di indire lo sciopero generale e non della sola categoria, perché ormai non siamo più tranquilli, non si può continuare così». Il sindacalista si concentra poi sui problemi che riguardano l’intero settore del lapideo, tanto al monte quanto al piano. «Negli ultimi anni si è detto e fatto tanto per aumentare la sicurezza di chi lavora nel marmo – dice Fulignani –, ma non è sufficiente. Ancora oggi ci sono realtà in cui i lavoratori vivono con la continua paura di perdere il proprio posto se fanno, o dicono, qualcosa di innopportuno. Per questo credo che sarebbe un bel segnale che fossero gli imprenditori virtuosi a farsi avanti e garantire di farsi carico dei quei lavoratori che vengono lasciati a casa magari solo perché hanno avuto il coraggio di denunciare la mancanza di sicurezza». Il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia torna invece a proprorre l’idea di una sorta di patente a punti’ per chi coltiva le cave. «La ripresa della escavazione a pieno regime, dopo il periodo delle pioggie e del ghiaccio, sconta la presenza di una forza lavoro che sta invecchiando sempre più e la presenza di macchinari sempre più veloci, tecnologici ed autonomi dall’operatore umano – sottolinea il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia –. Il discrimine sulla assunzione non deve essere il mercato ma sempre più la sicurezza. Le lavorazioni in galleria aumentano sempre più anche per i limiti di escavazione in altezza imposti dal Parco, a seguito delle normative generali. In questo contesto la task force regionale sta burocratizzando le procedure, impone sanzioni, imposta protocolli ma alla prima verifica vera gli incidenti si verificano quasi quotidianamente perché non è possibile incidere con questa metodica: occorre invece anche formazione continua, presenza di responsabili della produzione e della sicurezza per ogni cava e non solo di bacino, assunzioni di forza lavoro da ringiovanire, procedure in galleria verificate a vista, senza autonomia di un singolo in presenza di intoppi, con la fretta, occorre che le concessioni siano rilasciate o prorogate in presenza di imprese con requisiti giuridici e patrimoniali adatti, occorrono garanzie di lavorazioni del marmo in filiera operate nel distretto locale, valutando ipotesi di contingentamento, anno per anno, cava per cava, caso per caso».

L’INCHIESTA LA SORELLA DELLA VITTIMA ARRIVATA DA VITERBO
La salma ancora a disposizione della procura
E’ ANCORA a disposizione del magistrato la salma di Luciano Pampana (nella foto i sindacalisti sul luogo della tragedia), bisognerà attendere prima di conoscere la data dei funerali. Di tutto questo sono già stati avvertiti i parenti più prossimi del cavatore, una figlia che vive a Viterbo e l’anziano padre che risiede a Casette. In questi giorni numerosi messaggi di condoglianze arrivati da varie realtà del territorio. «Questo infortunio dimostra ancora una volta che prevenzione e sicurezza non sono mai abbastanza in una lavorazione pericolosa come quella in cava – dice Paolo Bruschi, presidente provinciale Anmil – . E’ ancora necessario ribadire di non abbassare mai la guardia e quanto sia importante l’osservanza delle norme di sicurezza a tutti livelli». Molto duro il commento di Rifondazione comunista. «Ci uniamo al dolore di familiari, amici e colleghi – dicono –. Riteniamo però sterile, ogni volta dover assistere a commemorazioni e presenzialismi fini a se stessi dei quali, siamo sicuri, anche la cittadinanza si è ormai purtroppo, tristemente assuefatta. Crediamo fermamente che a 58 anni si sia troppo vecchi per stare in cava e troppo giovani per morire soprattutto a causa del lavoro».

Si attende il piano operativo per poter riaprire l’arteria bloccata
IL PROGETTO PER PREVENIRE CEDIMENTI
Perché questo sistema funzioni deve essere messo il più possibile al centro della strada e per questo inizialmente sarà aperto al traffico solo su una corsia e si pensa di essere pronti entro una decina di giorni
Focus
Prima del via libera alle auto sul tracciato interessato dalle due frane di marzo e aprile in località La Piana il Comune vuole aspettare che venga installato un sistema di monitoraggio in grado di avvertire in caso si presentino altri cedimenti.
COLONNATA: si va verso la riapertura della strada, ma per il momento solo a senso unico alternato e, comunque, non prima di dieci giorni. Prima del via libera alle auto sul tracciato interessato dalle due frane di marzo e aprile in località La Piana il Comune vuole aspettare che venga installato un sistema di monitoraggio in grado di avvertire in caso si presentino altri cedimenti. Il progetto a cui si sta lavorando è quello di installare degli speciali rilevatori che possano far scattare un semaforo, e quindi chiudere la strada, in caso si inizino a formare avvallamenti. «ABBIAMO appena finito le verifiche geologiche non solo sulla zona delle frane, ma su una porzione più estesa della strada – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Andrea raggi –. Alla luce dei risultati ottenuti abbiamo così deciso di installare un primo sistema di monitoraggio collegato a un semaforo. Il progetto in questione è seguito anche dall’Università di Firenze e prevede il posizionamento di speciali prismi in grado di proiettare e ricevere dei raggi laser attraverso cui monitorare gli spostamenti dell’asfalto. Perché questo sistema funzioni deve essere messo il più possibile al centro della strada e per questo inizialmente apriremo al traffico solo su una corsia e dovremmo essere pronti entro una decina di giorni. Nel giro di qualche mese, invece – prosegue –, vorremmo arrivare ad installare un sistema definitivo che si basi sulla posa di fibre ottiche direttamente nell’asfalto. Con questa tecnologia sarebbe possibile senza problemi riaprire la strada su entrambe le corsie, ma si tratta di intervenit più complicati sia dal punto di vista economico che come tempistiche». c.lau

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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