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La Nazione (6303)

Convegno alla Imm

Stamani alle 10,30 alla Imm si parlerà delle opportunità per i giovani con il professor Giovanni Azzone rettore del Politecnico di Milano. L’iniziativa dal titolo «Politiche per la riqualificazione del territorio apuano» è del Centro studi lunigianese.

Dal marmo il design

Sono 4 giovani imprenditori, Francesco Mottini, Davide Rossi, Marco e Nicola Borghini, ad aver inventato gli occhiali in marmo con il loro «5 Senses
Marble design collection»

LA CITTÀ eterna abbellita dai carraresi e dal nostro marmo. Da una lunga ricerca storica e artistica di un non addetto ai lavori, ma condotta con intuito e con la pazienza e la determinazione di un segugio, un volume che parla di arte e di artisti, dei tanti carraresi che dalle loro botteghe hanno contribuito ai fasti della città eterna, quella Roma unica e inimitabile. «I carraresi a Roma. Le opere degli scultori dal ‘600 ai giorni nostri» è il libro di Giancarlo Beneo (nella foto), con interventi di Romano Bavastro e Renato Carozzi, foto dello stesso Beneo, stampato da Bandecchi e Vivaldi di Pontedera, con il contributo di Comune e Rotary Carrara e Massa, un atto di amore che il geologo carrarese specializzato in petrografia, da molti anni residente a Roma, ha voluto fare alla sua città, al suo marmo, ai suoi molti scultori che Carozzi equipara ad uno sterminato esercito. Una ricerca non facile, sempre in progress, dalla quale è nata questa seconda edizione che segue la prima del 1999, con una nuova veste grafica, una diversa impostazione fotografica, ma soprattutto arricchita da nuove scoperte e attribuzioni. Un volume di immagini (Beneo è un appassionato di fotografia) ricavate superando difficoltà di luce, di spazi, di inquadrature banali, di divieti, arricchito da riferimenti storici e biografici. «Roma è una città immensa e un censimento di tutte le opere collocate in piazze, chiese, androni di antichi palazzi, tetti di edifici nobiliari, ponti, cimiteri, musei, scalinate, stadi, è pari a quello della popolazione di una piccola città – spiega Bavastro nella introduzione – una fatica che potrebbe essere evitata se ogni opera recasse l’indicazione della paternità, ma anche i nomi delle maestranze artigiane che vi hanno collaborato». Da qui un appello ad amministrazioni pubbliche, associazioni ed enti culturali. In 170 pagine il volume ripercorre 4 secoli di arte distribuita in 69 siti da ben 32 artisti, dal barocco al Novecento. Dai più conosciuti Baratta, Tacca, Bienaimè, Finelli, Tenerani, Dazzi, Buttini, Fontana, ai meno noti Cavallini, Rossi, Casoni, Pincellotti, Gregori, Piazza, Volterrani. Opere collocate in San Pietro, nei musei vaticani, al Quirinale, a fontana di Trevi, al Vittoriano, al foro italico, all’Eur, ma anche in chiese e piazze minori. «Il lavoro non finisce mai – confessa Beneo –, basta ampliare la ricerca e subito arriva un nuovo segnale che merita un altro sopralluogo. Per questo non ho l’ambizione di dire che la ricerca è conclusa, ma è solo una nuova indagine densa di successivi sviluppi».
Maurizio Munda

Il CENTRO lunigianese di studi giuridici organizza, domani alle 10,30 a Carrarafiere, in collaborazione con la Imm, una giornata di approfondimento sulle «Politiche e strategie per la riqualificazione del territorio apuano». Partendo da un’analisi dei punti di forza del nostro tessuto produttivo, urbanistico, paesaggistico, socio-culturale ed artistico, quali risorse fondamentali su cui puntare per il rilancio e lo sviluppo del nostro territorio, il professor Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano, parlerà di cambiamento attraverso politiche e strategie mirate alla riqualificazione del territorio. Sviluppo inteso come sinonimo di occupazione. La disoccupazione giovanile, che sta toccando da noi livelli senza precedenti, porta ad interrogarci se esistano cause diverse dalla crisi. Sono, i nostri ragazzi, preparati al lavoro che il nostro secolo e, l’ormai, inarrestabile globalizzazione richiede? Cosa, i datori di lavoro cercano oggi nei giovani? E la scuola e l’università, riescono ad insegnarlo? I nostri giovani non possono più aspettare. Il futuro è nelle loro mani. Le loro idee, le loro proposte, i loro bisogni saranno al centro del dibattito che vedrà coinvolte le scuole del territorio, giovani professionisti, l’associazione Gams Giovani Architetti Massa Carrara, rappresentanti di associazioni di categoria, istituzioni ed enti locali. Attraverso le testimonianze di tanti ragazzi che “ce l’hanno fatta” e con la guida del professor Azzone sareà dimostrato che si deve provare a costruire da soli il percorso migliore per sé, perché “disegnare il proprio futuro ed il futuro del proprio territorio si può”. Concluderà il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri. Modera la giornalista Cristina Lorenzi.

 

L’allarme di chi si godeva il panorama dai monti
UNA LUNGA scia bianca che per centinaia di metri si è dipanata in mare. Ieri il meraviglioso panorama che la tramontana ha consentito di apprezzare sia a chi stava sulla spiaggia che a chi stava sulle nostre montagne ha rilevato una macchia che nessuno avrebbe voluto vedere.
Dalla foce del Carrione che ieri, almeno nella parte finale era tinto di bianco, si è dipanata nell’azzurro del mare che nei giorni tersi ha un colore quanto mai cristallino, una scia di marmettola e fango bianco che è arrivata fino alla torre Fiat di Marina di Massa. Numerose le segnalazioni in redazione di quanti hanno voluto godersi il meraviglioso spettacolo dalle pendici montane e hanno avvistato la strana scia.
UNA VISTA rara che consentiva di scorgere persino l’isola di Gorgona con la Corsica nello sfondo. Peccato che tanta vista sia stata rovinata da un corso d’acqua che continua, nonostante tutto, a destare problemi. Evidentemente, le piogge dei giorni scorsi hanno intorbidito l’acqua. Oppure, un’altra spiegazione potrebbe essere legata allo sversamento di qualche azienda del marmo che ha pensato di scaricare i residui e i fanghi di lavorazione nel torrente.
SARÀ CURA degli enti preposti capire se il fenomeno continua e verificare eventuali responsabilità. Intanto rimane alta le tensione e l’attenzione dei cittadini sul Carrione che conttinua a destare preoccupazione sia per la natura delle proprie acque che per la portata che in passato ha causato i ben noti problemi si al centro cittadino che al piano.
Sono recenti le denunce di Legambiente e dei vari ambientalisti sul lavoro del monte che sarebbe la causa di allagamenti a valle. Il torrente e le piogge insistenti sarebbero il principale vettore di fanghi e detriti che, se non smaltiti correttamente a monte, si riversano al piano portati dal fiume o dalle piogge, causando disastri e disagi ecologici. Fra questi la scia di marmo che dal Carrione si è dipanata in mare portata dalle correnti verso sud.

 

«Aziende, passo indietro di 20 anni»

IN PROVINCIA di Massa Carrara «si stava meglio 20 anni fa»: è il dato che emerge da un sondaggio elaborato da Confartigianato Massa Carrara che, nelle scorse settimane, ha intervistato le 183 aziende associate dal 1995. Tra i dati più significativi è emerso che il 24% delle imprese non registra più nessun dipendente, solo il 16% ha oltre 15 dipendenti, il 41% rimane legato al manifatturiero, il 25% ai servizi, il 27% all’edilizia ed il 7% ai trasporti. Certo, stiamo parlando di un dato statistico rapportato su un campione ristretto ma pur sempre significativo. Inoltre il sondaggio prova anche a cercare sintomi e cause delle imprese insoddisfatte. Il risultato è che la crisi finanziaria si fa sentire su investimenti e accantonamenti per il 58% delle imprese mentre il riscontro negativo su ordini e fatturato è molto ampio: ben l’80% delle aziende intervistate ha risposto di avere problemi. Il 73% delle imprese incontra problemi a riscuotere i crediti dai privati e, su questo dato, l’85% a causa dell’allungamento dei tempi di pagamento e il 54% per altre insolvenze mentre il 6% ha problemi dovuti alla diminuzione dei clienti privati. Sempre più difficile anche l’accesso al credito: il 78% delle aziende ha notato un deterioramento nei rapporti con le banche e, fra loro, il 69% ha notato in particolare un peggioramento delle condizioni, il 62% ha avuto maggiori difficoltà di accesso al credito, per il 31% sono aumentati i tempi di risposta. Le cause delle difficoltà? Si dividono quasi «equamente» su diversi aspetti: per il 39% la burocrazia, per il 34% le amministrazioni locali, per il 32% la concorrenza sleale e per il 46% le banche. Solo l’11% degli intervistati dà la colpa alla politica.
«LA CRISI, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale rimasta a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti negativi sulle imprese, già stremate da forti difficoltà e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie» analizza Ezio Bertazzoni, presidente di Confartigianato Massa Carrara che richiama la necessità di avere «minore burocrazia, minore costo del lavoro e attuazione da subito di politiche per l’edilizia, per rimettere in moto una filiera importante dell’economia». In merito all’edilizia, un nodo chiave sarà l’adozione del Regolamento urbanistico di Massa: «Anche Confartigianato ha presentato le proprie osservazioni – prosegue Bertazzoni – e, al di là del contenuto, il fatto che l’amministrazione ci abbia messo mano è da considerarsi estremamente positivo».

 

Tagliati gli alberi di fronte alla Venere

RECUPERO DOPO IL RESTAURO DEL MONUMENTO SARANNO SOSTITUITE LE PIANTE
HANNO iniziato a rimuovere gli alberi – alti e secolari – che incorniciavano la Venere dello scultore Aldo Buttini. Purtroppo erano ormai divenuti un pericolo per la cittadinanza, a causa delle radici che rompono l’asfalto e che non riescono a compensare l’altezza degli alberi, rischiando di farli rovinare a terra, perché troppo corte. Inoltre, la resina che colava sulla statua aveva prodotto ulteriori danni e comportato la decadenza dell’opera, insieme ad alghe, licheni e agenti atmosferici di ogni tipo. Erano da poco terminati i lavori di restauro dell’opera, grazie alla sinergia della Galleria del Duomo, che ha sostenuto il prezzo della sostanziale pulitura della statua, e del Comune, che ha provveduto al ripristino dei giochi d’acqua, dell’impianto idraulico, dell’illuminazione esterna e dell’autorizzazione alla rimozione degli alti alberi. Dunque, il prezzo da pagare per avere un monumento pulito e per salvaguardare l’incolumità della cittadinanza, è quello di tagliare gli alberi secolari e sostituirli con una quinta di sempreverdi non più alti della statua. L’angolo di Largo XXV Aprile, l’ingresso nella nostra città, neanche a dirlo, cambierà. La «Frine», questo il nome della statua, è dai cittadini conosciuta come Venere, probabilmente perché entrambe condividono il prezioso dono della bellezza, la cui eco le ha rese leggendarie e immortali, nel tempo oggetto del desiderio di uomini di tutte le zone del mondo e culture, e soggetto delle più svariate opere d’arte.

 

«Politiche e strategie per la riqualificazione del territorio apuano»: questo il titolo del convegno di martedì alle 10,30 di Carrarafiere, ingresso viale Galilei.
Partecipano Giovanni Azzone Rettore del Politecnico di Milano e Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia. Modera il dibattito Cristina
Lorenzi, vice caposervizio cronaca locale. La mattinata studio è organizzata dal Centro lunigianese di studi giuridici, in collaborazione con Imm.

Melara nel caos e nelle polveri

LA PROTESTA ENNESIMA LETTERA DOPO L’ESPOSTO IN PROCURA
«MEZZI pesanti in via Melara: cosa aspetta l’amministrazione comunale a risolvere il disagio?»: a chiederlo al Comune e alla polizia municipale sono le associazioni Legambiente, Federconsumatori ed i residenti di via Melara Giuseppe Passavanti, Diego Guerrieri, Giovanni Gandolfi, Nando Gevovesi, Mirco Costa. Contina il caso via Melara: questa è l’ultima delle tante segnalazioni arrivate a piazza II Giugno sul disagio causato dal passaggio nella strada da mezzi pesanti. Le associazioni ed i residenti avevano inviato un esposto in procura dove avevano riassunto la situazione «insostenibile causata dal traffico pesante nell’angusta via Melara, che porta polveri, ripetuti danneggiamenti, pericolo per l’incolumità dei pedoni, chiedendo interventi tempestivi, concreti e risolutivi».
«Con ordinanza – proseguono – la polizia municipale ha vietato il transito in via Melara ai veicoli di lunghezza superiore a 12 metri, autorizzandone però, per consentire alle attività produttive di svolgere la legittima attività di impresa, il transito purché siano scortati da un moviere equipaggiato e procedano a passo d’uomo, in modo da non creare intralcio alla circolazione e scongiurare eventuali danni a cose e persone. Nel segnalare che il moviere non ha l’equipaggiamento previsto, che assiste
i lunghi autoarticolati solo nella curva che dalla segheria si immette in via Melara e che questi non
proseguono poi a passo d’uomo, si fa tuttavia presente che non è questo il problema centrale. Riteniamo che l’ordinanza sia assolutamente inadeguata: i danneggiamenti rimangono e crediamo sia stata fatta per coprirsi da eventuali responsabilità che a risolvere realmente il problema e, in sostanza, abbia il sapore di una beffa verso i residenti. Chiediamo che l’ordinanza vieti il transito ai veicoli di lunghezza superiore a 12 metri, senza alcuna deroga: ciò non impedirebbe alle attività produttive di lavorare. Siamo rammaricati nel constatare che nessuna misura è stata presa per gli altri problemi da noi segnalati. Chiediamo pertanto che, oltre a prescrivere al più presto alla segheria l’installazione di un impianto lavaruote (oltreché la pulizia costante del suo piazzale), si ricorra a dossi dissuasori e alla videosorveglianza per limitare la velocità in via Melara ai mezzi pesanti e per individuare i responsabili di danneggiamenti. Considerati i cinque anni – concludono – già inutilmente trascorsi di segnalazioni, lettere, colloqui, incontri, rimpalli da un funzionario all’altro, ci chiediamo quando il sindaco e l’amministrazione porranno fine al muro di gomma finora eretto».

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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