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La Nazione (5663)

Scagionati Paolo Dazzi e gli avvocati Reboa, Lattanzi e Donatiello
SADDAM HUSSEIN
UNA COMMESSA MILIONARIA CHE LA DITTA DAZZI AVEVA OTTENUTO DALL’IRAQ DI SADDAM HUSSEIN E CHE LE DUE GUERRE DEL GOLFO AVEVANO IMPEDITO DI PORTARE A TERMINE
Codice penale
Assolti tutti gli imputati dalla Cassazione, la quale conferma quanto deciso dalla Corte d’Appello di Torino «perché il fatto non sussiste»

MOSCHEA fantasma: tutti assolti. La Cassazione conferma l’assoluzione per tutti gli imputati. Gli avvocati Rinaldo Reboa, Giancarlo Lattanzi, Laura Donatiello e l’imprenditore Paolo Dazzi, sono stati definitivamente assolti dalle accuse che a suo tempo aveva loro mosso la Procura della Repubblica di Torino. Gli imputati erano comparsi dinanzi ai giudice per rispondere delle gravissime accuse di falso, bancarotta ed abuso d’ufficio. Le pesanti condanne (6 anni di reclusione per gli avvocati e 7 anni e mezzo per l’imprenditore) comminate dal Tribunale della Mole erano già state azzerate dalla Corte d’Appello di Torino, ma, la Procura della città, aveva presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione, ribadendo la richiesta di condanna. Lo scorso 28 giugno, dinanzi la V Sezione della Corte di Cassazione si è tenuta la pubblica udienza in cui si sono discussi i ricorsi della Procura e quelli degli imputati, difesi dai legali Paolo Pacciani del foro di Torino, Valerio Pardini di Firenze, da Enrico Marzaduri di Lucca e da Giovanni Maria Altadonna di Massa. La Cassazione ha posto quindi la parola fine sulla vicenda penale che tanto aveva occupato e preoccupato gli ambienti giudiziari apuani. LA VICENDA che destò molto scalpore nella nostra città era legata ad una commessa milionaria che la ditta Dazzi aveva ottenuto dall’Iraq di Saddam Hussein e che le due guerre del Golfo avevano impedito di portare a termine, di qui il fallimento della ditta di via Piave ed un complicatissimo intreccio di cause che, oggi, con l’assoluzione, hanno trovato il loro epilogo. Sentiti circa l’esito della vicenda, il professor Marzaduri e l’avvocato Altadonna si dicono molto soddisfatti, in particolare per la pronuncia di piena assoluzione ai sensi dell’articolo 9;art. 530 del codice penale «per non aver commesso il fatto» sulle imputazioni di falso e di bancarotta.


UNA LUNGA CONTRATTAZIONE
LA CONTRATTAZIONE TRA CAVATORI E IMPRENDITORI È ANDATA AVANTI PER 6 LUNGHISSIMI GIORNI CHE HA VISTO LE PARTI BATTAGLIARE PER RAGGIUNGERE UN RISULTATO CONDIVISO
di CLAUDIO LAUDANNA «NOI AVREMMO voluto fare una contrattazione con le singole aziende, ma i sindacati sono ancora legati a posizioni del passato. Credo che comunque si sia raggiunto un accordo che non accontenti completamente tutti, ma che segue una logica moderna e di cui possiamo dirci soddisfatti». Così il numero uno di Assindustria, Erich Lucchetti commenta a caldo l’accordo raggiunto per il rinnovo del contratto integrativo del marmo. Ieri pomeriggio è finalmente arrivata la firma su un documento arrivato al termine di una contrattazione lunghissima e di ben sei giorni consecutivi di sciopero da parte di cavatori e lavoratori del piano. «E’ stata una trattativa violenta come non avrebbe dovuto – sottolinea Lucchetti -. Credo che i sindacati abbiano calcato troppo la mano su una posizione ideologica che ormai non esiste più. I padroni di una volta non ci sono più, ma ci sono solo imprese che cercano di tenere duro e andare avanti. Alla fine, comunque, con un po’ di buonsenso e usando la logica siamo riusciti a trovare delle posizioni condivise. A mio parere è stato importante soprattutto l’introduzione del premio assiduità, un modo per legarsi alla produttività che credo possa avere ricadute positive tanto per le aziende quanto per i lavoratori». Tra i risultati raggiunti in questi giorni Lucchetti sottolinea poi la ritrovata unità degli industriali del lapideo. «Siamo stati coerenti e determinati – dice -. Abbiamo fatto squadra e affrontato questa vertenza in maniera coesa. E’ un aspetto che mi fa particolarmente piacere perché segue l’impegno che abbiamo già dimostrato per esempio con Marble way, la Fondazione Marmo o il bilancio sociale. Anche in questa occasione abbiamo dimostrare di spingere tutti nella stessa direzione». IL NUMERO uno di Assindusria conclude poi con una considerazione sulle cifre attorno alle quali si è raggunto l’accordo. «Sicuramente - spiega - si tratta di cifre che non soddisfano completamente né noi né i sindacati, ma credo che comunque siamo giunti a un buon compromesso. Come rappresentanti degli industriali abbiamo scolto al meglio il nostro ruolo e alla fine siamo arrivati a un accordo che segue una logica più moderna. Noi - aggiunge Lucchetti – avremmo voluto una contrattazione azienda per azienda, ma purtroppo i sindacati sono ancora ancorati a posizioni che appartengono al passato».

Il punto
IL CONTRATTO è stato firmato ieri pomeriggio. Ai cavatori è stato accordato un premio assiduità di 2,40 euro al giorno, 1,50 per i lavoratori del piano. In più 258 euro di buoni carburante, 96 euro difondo Altea, 100 euro fondo Arco, 92 euro come conguaglio del premio maturato l’anno scorso. In tutto ai cavatori andranno mille euro l’anno, 820 ai lavoratori del piano.

 

SIMPOSIO DI SCULTURA A CINQUALE

CONTINUA al Parco della Repubblica del Cinquale «Segni Scolpiti», il primo Simposio di scultura realizzato da Comune, Accademia delle belle arti e Associazione Paf: fino al 15 luglio, dalle 9 alle 19, 7 giovani artisti danno vita alle loro creazioni.

BONIFICHE CONSORZIO E SOCIETA’ SALVAMENTO

DOPPIO controllo sul Torrente Montignoso. Il Consorzio Bonifica si allea con la Società nazionale Salvamento per aumentare il monitoraggio del corso d’acqua, dall’Aurelia fino alla confluenza con il Versilia. Sotto sorveglianza gli argini ma anche l’ambiente. Prevista anche la rimozione di piccoli rifiuti. Aumenta il controllo, quindi, sulle arginature del torrente Montignoso lungo tutto il tratto di viale Marina, Lago di Porta e fino alla confluenza col fiume Versilia. «In tutto il nostro comprensorio la formula dell’adozione sta dando ottimi risultati in termini di maggiore controllo e presidio dei corsi d’acqua – spiega Ismaele Ridolfi, presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord –. Grazie alle diverse peculiarità, ogni associazione di volontariato riesce a dare un contributo importante e un valido supporto ai nostri tecnici. La Salvamento esegue interventi di Protezione civile ed è abituata a gestire situazioni difficili per questo motivo ha scelto di adottare il torrente Montignoso, un corso d’acqua con arginature molto alte e importanti che proteggono le zone abitate del Cinquale e della Renella». Il monitoraggio previsto dalla convenzione è periodico, con cadenza mensile.

Erich Lucchetti
Il presidente degli industriali, Erich Lucchetti, ha condotto il tavolo sul rinnovo del contratto integrativo del lavoro dei cavatori
Stamani la firma
Dopo un passaggio alla Camera del lavoro stamani la firma finale del contratto integrativo dei lavoratori del marmo Sei giorni di scioperoùIl bene sociale
Il berne sociale
L’accordo fra imprese, lavoratori e città non può che giovare all’economia Le manifestazioni dei cavatori hanno paralizzato il mondo del lapideo
Il verdetto di Puzone sulle cave private dovrà attendere l’appello
di CRISTINA LORENZI BENI ESTIMATI: sospeso il giudizio in primo grado. Il giudice Giovanni Maddaleni, visto il ricorso in appello del Comune contro le aziende che hanno rivendicato la natura privata delle cave, ha sospeso l’esecuzione dell’istruttoria fino al giudizio di appello. Di fatto la sentenza con cui il giudice Paolo Puzone stabilì che le cave potessero essere anche private, essendo una pregiudiziale di merito, è stata sospesa in attesa del secondo grado di giudizio. Il provvedimento della magistratura avviane proprio mentre le Regione (senza il voto di Forza Italia e del democratico Giacomo Bugliani) delibera un provvedimento sulla natura pubblica di tutte le cave da inviare al Parlamento. La causa sui beni estimati è arrivata in tribunale dopo che la legge regionale che legiferava sulle cave definendole patrimonio indisponibile del Comune, fu rigirata alla Corte costituzionale. Giuliano Amato stabilì che la Regione non era deputata a legiferare sugli atti di proprietà. Così un pool di 22 aziende ha chiesto al tribunale la ratifica del famoso editto di Maria Teresa d’Este del 1751 in cui stabilì che alcune cave fossero private. Queste le aziende: Omya, Cave statuario, escavazione Polvaccio, Bettogli, Marmi Carrara, Sam, Cooperativa Canalgrande, Gualtiero Corsi, Marmi Carrara Gioia, Marmi Carrara Canalgrande, Marmi Lorano, La Facciata, Fantiscritti marmi, Guglielmo Vennai, Caro e Colombi, Cremo marmi, Adolfo Corsi, Seie, Alessandro Corsi, Dante e Massimo Conserva, Tonini cave, Ingra, Marbo, Calocara Crestola, Figaia, Gemignani e Vanelli, Ivrea Giuseppina Manrico Franco Gemignani, Carlo e Iacopo Vanelli, Giuliana Ceccatelli. Per gli industriali i legali sono Sergio Menchini, Riccardo Diamanti, Antonio Lattanzi, Giovanni Maria Altadonna, Mario Chichi. Queste hanno portato il Comune in tribunale per vedersi riconoscere la proprietà dei siti estrattivi. Da qui la sentenza di Puzone che che stabilì la possibilità che i siti potessero essere anche privati. Nei giorni scorsi il sindaco Francesco De Pasquale, tramite l’avvocato Domenico Iaria, ha impugnato il giudizio in primo grado davanti alla Corte d’appello di Genova. Da qui la sospensione della sentenza di primo grado fino al pronunciamento dell’appello. Intanto il Pd, dopo il voto in Regione, ribadisce che «nessuno pensa a “scippi” come quelli evocati da Forza Italia. Tantomeno a crociate contro le imprese. Si tratta di garantire il giusto equilibrio tra impresa, forza lavoro e ambiente». Ribadendo la posizione unitaria del Pd carrarese e regionale «è favorevole a un’iniziativa parlamentare che consenta di dirimere la questione dei beni estimati rendendoli pubblici». Concetto espresso anche dal capogruppo del Pd regionale Leonardo Marras: «Il gruppo consigliare regionale del Pd avvierà un’opera di monitoraggio del documento trasmesso al Parlamento in materia di beni estimati».

 

Siglato il contratto integrativo dei cavatori

di CLAUDIO LAUDANNA MARMO: c’è l’accordo per il contratto integrativo. In mattinata la firma. Oggi si torna a lavorare. Previsti aumenti di circa mille euro annui netti al monte e 820 al piano. Dopo una settimana di lotta si è chiusa ieri la lunga e travagliata trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori del marmo. Mentre cavatori ed operai presidiavano per il sesto giorno la pesa di Miseglia le delegazioni di sindacati, lavoratori e imprese assieme al sindaco Francesco De Pasquale, al suo vice Matteo Martinelli e all’assessore al Marmo Alessandro Trivelli ieri sono tornati attorno al tavolo di Assindustria. Si sono alzati poco prima delle 20 con un accordo che dovrebbe essere siglato stamani e con la promessa che stamani il lavoro alle cave sarebbe ripreso. Nella tarda serata di ieri il documento è stato sottoposto ai lavoratori in una lunga riunione alla camera del lavoro e oggi dovrebbe essere firmato. Importante in questa fase critica è stato il lavoro dell’amministrazione che ha ricucito i rapporti tra le parti quando la trattativa sembrava sul punto di fermarsi ancora una volta. Accantonata, come del resto era già stato fatto lunedì, la premialità legata al materiale escavato, l’accordo prevede un aumento netto di circa mille euro per i lavoratori del monte e circa 820 per quelli del piano. Nel dettaglio ai cavatori è stato accordato un premio assiduità di 2,40 euro al giorno, che però riscuoteranno solo se saranno presenti tutti i giorni della settimana. Altre a questi riceveranno altri 258 euro tra buoni pasto e buoni carburante, 96 euro per il fondo Altea, un’assicurazione riservata alla categoria, 100 euro derivanti dal fondo Arco e da altri benefit vari e, infine, ulteriori 92 euro come conguaglio del premio maturato l’anno scorso. Complessivamente, tasse alla mano, è stato calcolato che l’aumento nella busta paga dei cavatori dovrebbe essere di 987 euro netti, vale a dire 300 euro in più di quanto era stato strappato nel 2015. Stesse voci anche per i lavoratori del piano con l’eccezione che il premio assiduità per loro non sarà di 2,40 euro il giorno, ma di 1,50 il che, alla fine dell’anno si dovrebbe tradurre in un aumento netto in busta paga alla fine dell’anno di 820 euro, circa 170 in meno dei loro colleghi del monte, ma comunque più di quanto era stato stabilito tre anni fa.

Giacomo Bondielli, segretario della Filca Cisl, ha partecipato alle trattative insieme agli altri segretari di categoria, Roberto Venturini della Fillea Cgil e Francesco Fulignani Feneal Uil
Niente premi legati alla produzione, ma solo alla presenza. Per l’assiduità i cavatori riceveranno 2,40 euro il giorno, mentre i loro colleghi del piano 1,50
Complessivamente i lavoratori del monte dovrebbero trovarsi in busta paga un aumento di circa mille euro l’anno tra premi, benefit e conguagli. Chi lavora al piano dovrebbe invece incassare circa 820 euro in più nei dodici mesi

TRATTATIVE SEI GIORNI DI LOTTA DURA CHE HA COINVOLTO TUTTI
E oggi si torna al lavoro sui monti
SEI GIORNI di sciopero e picchetto alle pese di Miseglia, due manifestazioni in centro città e sotto le sedi delle aziende, altrettanti sit-in davanti ad Assindustria e una turbolenta assemblea in Comune. E’ stata una lotta durissima e dai toni a volte molto accesi quella dei cavatori per ottenere il rinnovo del contratto integrativo. La protesta fin da subito ha lasciato i monti per scendere a valle e coinvolgere l’intera città monopolizzandone il dibattito, politico e non. L’amministrazione per prima è stata chiamata in causa come mediatrice tra le parti finendo, dopo qualche tentennamento iniziale, a svolgere un ruolo attivo al tavolo della trattativa. Lo stesso sindaco Francesco De Pasquale e il vice Matteo Martinelli hanno partecipato alle riunioni tra sindacati e Assindustria con un importante ruolo di garanti e sono stati loro stessi a farsi da intermediari per far ripartire il dialogo quando questo sembrava interrotto. Spettatrice interessata di tutta la vertenza è stata anche la cittadinanza che, tuttavia, ha partecipato in maniera più fredda rispetto al passato alle sorti di una componente tanto importante dell’economia e della cultura carrarese. «Ci saremmo aspettati più vicinanza». «Una volta si alzavano il cappello quando sfilavano i cavatori» commentavano l’altro giorno diversi cavatori, amareggiati per la poca partecipazione da parte di molti residenti che, addirittura, si lamentavano del caos creato dalle loro manifestazioni in città. Molti, infine, gli interventi delle forze politiche sulla questione. Molto attiva è stata Sinistra per Carrara che, fino all’ultimo, ha continuato a chiedere un impegno a tutte le forze coinvolte e in particolare alla giunta. «Noi – scrivevano ieri – siamo solidali alla lotta dei cavatori per il contratto integrativo. In particolare, ci teniamo ad esprimere la nostra soddisfazione sul fatto che, ad oggi, grazie alla faticosa mediazione del sindacato, è stata superata la fase di stallo, determinata nei primi giorni della settimana, dalla proposta di un aumento di euro 258 l’anno legato ad una maggiore produttività, ovvero, in parole povere, legato all’aumento del materiale estratto.Non è possibile pesare una proposta del genere come se fosse avulsa dall’attuale stato del comparto lapideo, che presenta una altissima incidenza di infortuni del lavoro, la maggior parte dei quali gravi».

 

UN’ESERCITAZIONE per migliorare la sicurezza degli interventi in cava. Questo è l’obiettivo dell’esercitazione di stamani del comando dei Vigili del fuoco di Massa Carrara, nel bacino marmifero Fantiscritti, nelle cave Figaia Spa. «E’ un addestramento di circa due anni – spiega il comandante dei Vigili del fuoco Leonardo Bruni – in stretta collaborazione con le cave Figaia Spa e la Lega del Cavatore. Il personale effettuerà una manovra che deriva da un insieme di tecniche delle discipline di Speleologia, Alpinismo e del mondo fluviale. Lo scopo è quello di aumentare la sicurezza dei lavoratori delle cave e del nostro personale che in caso di emergenza deve intervenire». La procedura che viene eseguita è atta ad implementare l’efficienza e l’efficacia e le conoscenze del personale dei Vigili del fuoco in occasione di interventi di soccorso in cava. Tante sono le difficoltà d’intervento e per questo è fondamentale la collaborazione con il personale delle cave che conosce il bacino marmifero e può guidare i soccorritori. E’ importante che quando viene dato l’allarme venga indicato il punto preciso del luogo di intervento, indicando il bacino marmifero, il numero della cava e sul posto la strada di arroccamento per abbattere i tempi di intervento che fanno la differenza, spesso, tra la vita e la morte. Laura Sacchettiù

 

LA PROTESTA SALVIAMO LE APUANE

SUPERATE le 6400 firme per la petizione online che chiede a Parco delle Apuane, Regione Toscana, Comuni di Fivizzano e Casola di non rinnovare le concessioni per le cave del Pizzo D’Uccello. «Per questa zona – dice Eros Tetti, fondatore del movimento Salviamo le Apuane – chiediamo che non vengano rinnovate le concessioni per l’escavazione così come è espresso anche nel PIT regionale che prevede non siano ammesse ulteriori autorizzazioni per la parete nord del Pizzo D’Uccello. Quest’area potrebbe divenire un primo grande laboratorio per lavorare alla riconversione economica del territorio creando un’esperienza che ci porti oltre la monocultura del marmo». Il ‘Pizzo’, montagna simbolo delle Alpi Apuane, e il suo ecosistema sono severamente minacciati dall’escavazione, e illustri personalità hanno firmato la petizione del movimento. IL MOVIMENTO ricorda che il Piano Paesaggistico prevede, per poter continuare l’escavazione in area Parco, la presentazione da parte delle ditte (o dei Comuni) di un Piano Attuativo di Bacino che deve essere autorizzato dal Parco delle Apuane. Con il Piano per l’area del Pizzo d’Uccello, “Solco d’Equi e Cantonaccio” che ha 4 cave di cui 3 nel Comune di Casola e una nel Comune di Fivizzano, le ditte possono presentare domanda e progetti per avere l’autorizzazione all’escavazione per vari anni. «Si deve fermare l’iter ora, al Parco delle Apuane, – spiega Eros Tetti – sulla base della prescrizione del Piano Paesaggistico per il Bacino che prevede non siano ammesse ulteriori autorizzazioni all’escavazione sulla parete nord del Pizzo d’Uccello». Il tentativo, sottolinea, è di limitare l’area del divieto di escavazione, in modo da non comprendervi le cave esistenti che minacciano l’ecosistema della montagna simbolo delle Alpi Apuane.

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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