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La Nazione (3865)

«Ora tutti a Firenze contro la discarica»

MONTIGNOSO L’APPELLO


A FIRENZE sotto il Palazzo della Regione per chiedere la chiusura della discarica Cava Fornace. Lo chiedono con profili diversi la Casa Rossa e i Cinque Stelle di Montignoso. «La discarica è pericolosa per i cittadini e per il territorio: il comitato volontario contro la discarica, la Casa Rossa e tanti cittadini erano compatti in consiglio comunale di Montignoso nel quale è stata presentata una mozione copia e sintesi delle delibere approvate dai comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi che chiedono la chiusura della discarca di cava Fornace nel rispetto del territorio, nonché la sua bonifica, basandosi sulle criticità del luogo e le inadempienze fatte negli anni dai gestori. Un atto di coscienza civile che procederà a sottoscrivere anche il comune di Seravezza come riferito dall’assessore all’Ambiente», spiega lo stesso comitato per il quale «non c’è più tempo da perdere» e che annuncia di appoggiare «manifestazioni con fascia tricolore sotto il palazzo della Regione, perché sono a rischio la salute del territorio e delle persone». Anche i Cinque Stelle chiedono al sindaco di andare in Regione per chiedere subito la chiusura della discarica. Il Pentastellati dichiarano: «Il M5S le sarà accanto, vigilerà sull’impegno preso e la accompagnerà a Firenze».

LA MOSTRA

«LA RIVOLUZIONE siamo noi». Si intitola così la mostra collettiva a cura di Filippo Rolla che inizia domani dalle 18 e prosegue fino al 5 novembre in Galleria Duomo di via Finelli 22 B. Saranno esposte le opere di Pier Giorgio Balocchi, Emiliano barattini, Luigi Biagini, Andrea Giusti, Stefano Grattarola, Marta Fernandez, Fabrizio Lorenzani, Manuele Mirabella, Graziano Pompili, Silvio Santini, Alfredo Sasso, Kenji Takahashi, Matteo Zeni, Smail Zizi. L’apertura al pubblico durante tutta la mostra sarà: venerdì e sabato dalle 17 alle 20 oppure su appuntamento. Per informazioni dettagliate mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FIVIZZANO SINDACO NEL MIRINO PER L’INTESA RAGGIUNTA CON UNA DITTA SANZIONATA


LEGA NORD all’attacco a Fivizzano. Nel mirino c’è la giunta Grassi. «E’ di questi giorni la notizia che il Parco delle Apuane ha revocato l’atto per scavare a monte della Cava Vittoria dove lavora la Aleph Escavazioni. Già nel 2015 c’era stato uno stop e a settembre di quest’anno un nuovo intervento delle guardie del Parco e della Polizia giudiziaria ha fatto emergere presunte violazioni nell’estrazione e nello scarico del materiale lapideo. Avevamo già presentato un esposto ma ora chiediamo se sindaco di Fivizzano ed ufficio tecnico –scrivono i dirigenti fivizzanesi del Carroccio – abbiano riscontrato e denunciato queste presunte irregolarità in quanto le cave del Sagro sono di loro competenza. Dalla consultazione dell’Albo Pretorio, abbiamo appreso che il rifacimento della strada comunale che porta all’Orto Botanico dei Frignoli è stato affidato alla Aleph Escavazioni per un’importo di 20.788 euro. Quello che sorprende è la modalità d’assegnazione. A quanto ci risulterebbe il Comune commina una sanzione amministrativa alla Aleph Escavazioni per tardivo pagamento della rata sulla tassa marmi poi la ditta si rende disponibile, per far fronte al pagamento della sanzione, ad eseguire i lavori per conto del Comune. Volevamo sapere – terminano nel documento i responsabili della Lega Nord – se questa modalità di compensazione vale anche per le ditte edili del territorio o per i cittadini in caso incorrano in sanzioni amministrative».


DIALOGO CON CONFINDUSTRIA
IMM è inoltre riuscita a chiudere il bilancio 2016 dimezzando le perdite rispetto all’esercizio 2015. Il dialogo con le istituzioni è continuo e costruttivo, così come con le associazioni di categoria, con Confindustria
«LA IMM subirà un’evoluzione al passo con i tempi». La Internazionale marmi e macchin interviene sul caso della fiera del marmo. «Leggiamo – raccontano – interpretazioni circa una supposta e mai dichiarata da noi “morte di Imm o di Marmotec”. Al cambio di management di Imm, avvenuto ormai due anni e mezzo fa, ha necessariamente fatto seguito una nuova strategia e una nuova visione aziendale, basata su valori differenti. Pur essendo una società partecipata, Imm è a tutti gli effetti una società per azioni che opera sul mercato globale e come tale viene gestita dall’attuale management, anche in considerazione del fatto che non riceve finanziamenti pubblici e che ha da tempo presentato ai soci un piano triennale, il cui traguardo è il pareggio finanziario a partire dal 2018. Tutte le strategie e le politiche aziendali vengono presentate alla stampa solo dopo averne condiviso i fondamenti con il consiglio di amministrazione, i soci e le istituzioni coinvolte». «DA DUE anni e mezzo – proseguono – le parole ascolto, condivisione, dialogo, valorizzazione delle professionalità sono il nostro impegno quotidiano che hanno portato risultati importanti in differenti settori: nel settore lapideo sono nati i progetti “La Luce del marmo” e “White Carrara downtown”. In ambito fieristico, in un periodo storico caratterizzato da una profonda crisi del settore, sono state inserite a calendario alcune nuove fiere, si sono consolidate quelle già esistenti e si è valorizzato il contenuto di ogni singola manifestazione. Accrescere il numero di visitatori e espositori significa aumentare la ricaduta economica sul territorio, quantificabile in circa 12/15 milioni di euro. Allo stesso tempo il laboratorio Stone Lab, nell’ultimo anno, ha raddoppiato il fatturato così come il centro congressi che ha registrato ottime performances. Ricordiamo inoltre il recente e storico protocollo di intesa siglato con Veronafiere per valorizzare la pietra naturale e le tecnologie di lavorazione Made in Italy. Imm è inoltre riuscita a chiudere il bilancio 2016 dimezzando le perdite rispetto al 2015. Su Marmotec e ai timori di una supposta chiusura della manifestazione, ci preme evidenziare che il mondo cambia e che per essere competitivi è necessario sapersi adattare al cambiamento. Non è questa la sede per fare la cronistoria del come e del perché negli ultimi decenni Marmotec ha perso appeal. Preso atto del problema, da due anni Imm sta lavorando insieme a istituzioni e imprenditori, per l’identificazione e la costruzione di un nuovo concept che evolve da fiera tradizionale a luogo di relazioni ed esperienze, di contaminazioni e di innovazioni tecnologiche. Un evento capace di creare business anche per le realtà più piccole, di valorizzare le eccellenze imprenditoriali, artistiche e tecnologiche operanti nel distretto apuo-versiliese e di generare un ritorno economico per la comunità e il territorio. I dettagli – concludono – dell’evento saranno raccontati a breve».

 

LA DENUNCIA TORNA A BOMBA IL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO DELLE TERRE. CHIESTO UN SOPRALLUOGO CAVA PER CAVA


«L’AMMINISTRAZIONE ci dia i dati esatti sui materiali estratti da ciascuna cava». E’ questo l’appello che Legambiente indirizza all’amministrazione targata Francesco De Pasquale per poter riuscire a capire quali siti estrattivi producano scaglie e terre oltre i limiti consentiti. «È di pochi giorni fa la notizia che i funzionari degli uffici Ambiente e Marmo hanno iniziato controlli sistematici alle cave e intimato la rimozione di 200mila tonnellate di terre, pena sanzioni e misure amministrative – dicono gli ambientalisti –. Se questa azione avrà un seguito, potremo finalmente dire che l’epoca del Far West è finita e che sta iniziando quella della legalità. Sappiamo che spesso non è semplice accertare la provenienza degli enormi accumuli di terre al monte, magari conferiti da più cave, in misura diversa. Per questo, suggeriamo di unire ai sopralluoghi anche procedure di accertamento amministrative. Inoltre, quando si procede alla redazione dei piani attuativi di bacino estrattivo, le molte cave fuorilegge per eccessiva produzione di detriti, autentiche ‘fabbriche di scaglie’, dovrebbero essere escluse dalle aree estrattive, così da riportare l’escavazione al rispetto delle sue finalità: massima valorizzazione dei materiali ornamentali, e minima produzione di detriti. Purtroppo – sottolineano da Legambiente –, i dati fornitici finora dal Comune sono anonimi. Non siamo dunque in grado di indicare il nome delle cave fuorilegge, come non siamo in grado di verificare se l’eccessiva quantità di detriti prodotta da alcune cave sia dovuta alle modalità di escavazione o alla elevata fratturazione del loro giacimento marmifero. Non siamo dunque in grado di sviluppare contributi motivati e documentati anche alla pianificazione in atto. La scelta, da parte dei passati ‘sceriffi’, di fornirci soltanto dati anonimi danneggia l’intera comunità carrarese. È una decisione palesemente pretestuosa, visto che i quantitativi estratti da ciascuna cava non sono dati sensibili personali soggetti a tutela della privacy, né sono assoggettabili a ‘segreto industriale’, né rientrano tra quelli la cui pubblicazione ‘minaccia la sicurezza dello stato’».

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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