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La Nazione (5663)


Da ieri presidio permanente del comitato cittadino
HA ADERITO ANCHE ITALIA NOSTRA
AL PRESIDIO ANTI DISCARICA DEL COMITATO HA ADERITO ANCHE LA SEZIONE DI MASSA-MONTIGNOSO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA CON IN TESTA IL PRESIDENTE BRUNO GIAMPAOLI
«CHIUDETE subito la discarica». Questa la richiesta lanciata dal comitato contro la discarica che si è riunito ieri mattina in presidio permanente davanti alla discarica oggetto in questi mesi di molte polemiche. Una decina davanti ai cancelli: «La discarica – raccontano – sorge su un sito dichiarato già nel 2007 non idoneo all’attività di stoccaggio per le sue caratteristiche morfologiche e ambientali. Grazie alla decennale attività di monitoraggio da parte del comitato sono inoltre emersi numerosi illeciti e infrazioni segnalati da Arpat da parte dell’ente gestore tanto per riuscire ad avviare un procedimento giudiziario alla procura di Massa e Lucca. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito alla messa in scena di una tragicomica rappresentazione dell’effettivo allontanamento del potere decisionale dagli abitanti del territorio coinvolto. Mozioni di chiusura dei consigli comunali di Montignoso, Seravezza, Forte e Pietrasanta, mozione di chiusura del consiglio regionale, richieste dirette di analisi, valutazioni di impatto, risorse economiche di garanzia da parte del comitato, manifestazioni, niente di tutto ciò interferisce con i piani di un’azienda con un fatturato di 225 milioni di euro all’anno che gestisce rifiuti in 59 comuni. In queste settimane ci troviamo in una delicata e importante fase della situazione: il confermimento dei materiali ha quasi raggiunto la quota 43 metri sul livello del mare alla quale scadono le autorizzazioni rilasciate al gestore. Nonostante le mozioni di chiusura, l’azienda, il 4 giugno, ha recapitato tramite il suo rappresentante Massimiliano Arrigoni la comunicazione dell’avviamento dei lavori per il posizionamento di una geomembrana sulla quota 43 e le pareti perimetrali, per avviare successivamente una seconda fase di stoccaggio fino a quota 98 metri. Una serie di opere in evidente contrasto con l’impegno della Regione e dei Comuni della chiusura celere. Oggi siamo in presidio per dimostrare la consapevolezza e determinazione di una opposizione dal basso, bloccare i lavori che si stanno svolgendo all’interno del sito fino a quando non venga avviato il procedimento di analisi attraverso i carotaggi, puntare i riflettori sulla questione per condividere un’informazione oggettiva con le comunità locali, mettere in sicurezza il sito e bonificare l’intera area. Il presidio nasce come luogo fisico di coordinamento delle attività di informazione e dibattito, punto di riferimento per tutti gli abitanti che vogliono contribuire alla costruzione di un percorso verso la chiusura della discarica». ITALIA NOSTRA. Al presidio ha aderito anche la sezione di Massa Montignoso dell’associazione Italia Nostra, con il presidente Giampaoli, il socio Giorgieri e il delegato rappresentante dell’associazione per Montignoso Claudio Cresti, portando la bandiera dell’assoziazione. Alfredo Marchetti


Il punto
Mercoledì scorso saltò il tavolo fra industriali e lavoratori Il giorno dopo alle 5 gli uomini del marmo hanno bloccato il lavoro
Amministrazione
Il sindaco Francesco De Pasquale e l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli hanno cercato di ricomporre il tavolo che presto potrebbe essere in calendario
di CLAUDIO LAUDANNA «TORNEREMO a lavorare solo quando il nuovo contratto sarà firmato. Al tavolo con lo sciopero in corso». Marmo: la frattura tra imprenditori e lavoratori si fa sempre più ampia e intanto la lotta continua a oltranza. La trattativa per il rinnovo dell’integrativo è in fase di stallo. Non si parla più di premi legati alla produzione, ma mentre Assindustria propone un aumento giornaliero di 2 euro lordi, i sindacati ne chiedono almeno 5,50. Dopo oltre dieci ore di confronto lunedì il tavolo si è interrotto bruscamente dopo che i cavatori hanno preso atto della grande distanza tra le loro richieste e le offerte degli industriali. «Erano le 23,45 – spiega Gianluca Volpi, uno dei lavoratori che hanno partecipato al confronto – e di fronte all’ennesima proposta irricevibile fatta dagli industriali abbiamo deciso di interrompere, non rompere, la trattativa visto che comunque non saremmo potuti andare a lavorare stamani (ieri, ndr) alle 5». A fare il punto sull’andamento della riunione fiume di giovedì pomeriggio ci hanno poi pensati i leader di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl Roberto Venturini, Francesco Fulignani e Giacomo Bondielli. «La giornata era partita bene – ha spiegato Fulignani – c’era stato assicurato il mantenimento del pregresso e l’accantonamento di contratti aziendali e premi legati alla produzione. Rimaneva solo la parte economica e noi eravamo convinti di chiudere alla svelta». VENTURINI ripercorre invece punto per punto la trattativa. «Stabilite alcune voci come i bonus welfare da 258 euro l’anno e altri cento euro per l’assicurazione sanitaria, ci hanno proposto un premio assiduità – spiega il segretario della Fillea -. Vale a dire una cifra da aggiungere alla paga giornaliera per ogni giorno di presenza, al patto che il lavoratore ci sia per tutta la settimana. Noi, una volta stabilito di escludere da questo discorso tutte le assenze che non siano per malattia o infortunio ci siamo detti disponibili a discuterne. Restava però da stabilire la parte economica e qui, dopo una prima pausa, ci hanno proposto 50 centesimi al giorno per il piano e 75 per il monte. Noi abbiamo replicato chiedendo 6 euro al giorno per tutti i lavoratori e altri due per gli operai che svolgono lavori disagiati. A fronte di questo, dopo l’ennesima pausa, la controparte ci ha proposto un aumento di 25 centesimi sia per il piano che per il monte». Stando ai sindacati sarebbe così iniziata una lunga processione fatta di rilanci minimi fino a che non si è arrivati a quelle definitive. «Gli industriali – spiega Venturini – si sono lamentati dei maggiori costi che hanno dovuto sostenere negli ultimi anni per sicurezza e ambiente e, infine, sono arrivati a proporci 2 euro al giorno sia al piano che al monte come premio assiduità. Noi abbiamo replicato che quelli non sono maggiori spese, ma investimenti. La nostra ultima proposta è invece stata di 1,75 euro per i lavori disagiati più 3,75 come premio presenza, abbiamo anche proposto che questo accordo durasse un anno in più. Qui si è interrotta la riunione e da qui noi non ci vogliamo muovere. Siamo pronti a sederci nuovamente al tavolo, ma questo è quello che vogliamo oltre a un indennizzo per i giorni persi con lo sciopero».

PROVE DI DIALOGO SI PUNTA A UN INCONTRO AL PIÙ PRESTO PER PORRE FINE ALLO SCONTRO
«Vorremmo sentire la città più vicina» Il Comune impegnato nella vertenza
«VORREMMO che la città ci fosse più vicina. Una volta quando i cavatori sfilavano per strada i carrarini si toglievano il cappello. Ora non è più così». Lo dicono con amarezza, ma sono diversi i lavoratori del marmo che in questi giorni stanno lottando per il rinnovo del contratto ad aver percepito attorno sé poca partecipazione da parte della cittadinanza. Un sentimento a cui i social hanno dato in alcuni casi una notevole risonanza, raccogliendo le lamentele di chi si preoccupa più delle auto in coda piuttosto che delle rivendicazioni di chi chiede condizioni di lavoro più eque. Ieri, intanto, si è registrato un ulteriore riavvicinamento tra cavatori, sindacati e amministrazione. Francesco De Pasquale e il suo vice Matteo Martinelli hanno partecipato fino a mezzanotte al tavolo con gli industriali e ieri hanno ricevuto i sindacati a palazzo civico. «Anzitutto dobbiamo ringraziare sindaco e vicesindaco per essere stati fino in fondo al tavolo della trattativa - dice Roberto Venturini della Fillea –. A loro anche oggi (ieri, ndr) abbiamo spiegato quali sono i nostri obiettivi e da parte loro abbiamo ricevuto rassicurazioni sul proprio impegno a far pressione con gli industriali perché si chiuda la trattativa». INTANTO nella tarda serata di ieri è stata la stessa amministrazione ad annunciare passi avanti importanti per arrivare alla ripresa della trattativa. Oltre al sindaco e a Martinelli, è intervenuto in prima persona anche l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli. «L’amministrazione – spiega quest’ultimo – si è impegnata in prima persona a riallacciare i rapporti tanto con le parti sociali che con gli industriali. Oggi (ieri, ndr) abbiamo ripreso a parlare in maniera separata sia con i rappresentanti dei lavoratori che con la loro controparte anche in un’ottica di abbassare i toni che, crediamo, si siano fatti fin troppo accesi. Tanto da parte dei sindacati, quanto da quella degli industriali abbiamo potuto constatare un’apertura a riprendere il tavolo di trattativa nella speranza di arrivare in tempi brevi a una soluzione dell’intera vertenza». Importanti novità potrebbero dunque arrivare già in giornata. Non è da escludersi che le delegazioni di lavoratori e industriali possano rivedersi come già fatto l’ultima volta lunedì cercando di porre fine alla vertenza. Quello di oggi sarà il sesto giorno di sciopero consecutivo per tutto il principale settore dell’economia cittadina. Da giovedì scorso centinaia di cavatori ogni giorno scendono in piazza per chiedere migliori condizioni lavorative e quella che loro giudicano una più equa distribuzione della ricchezza prodotta dal marmo. c.lau

«Rifiutiamo l’elemosina: basta con le briciole»
«A VOI i milioni, a noi solo le briciole». Il popolo del marmo invade le strade e le piazze cittadine e sfila fino davanti ai cancelli degli industriali che hanno partecipato alla trattativa per il rinnovo del contratto integrativo. Quinto giorno di sciopero consecutivo per le cave e i lavoratori ancora una volta hanno deciso di scendere a valle per portare la propria rabbia in mezzo alla città. Ieri è stata un’altra giornata di protesta che ha seguita una nottata piena di tensioni. Era circa mezzanotte di ieri quando è saltata la trattativa e ci sono stati alcuni attimi concitati all’uscita della delegazione degli industriali dalla sede di Assindustria. E’ volata qualche parola grossa da parte dei manifestanti che per tutto il giorno hanno seguito la trattativa dal viale XX Settembre, ma nulla più. «Attorno al tavolo - spiega il segretario della Cgil Paolo Gozzani – i toni sono sempre rimasti civili. Fuori c’è stata un po’ di contestazione, ma non scordiamo che i lavoratori ormai sono esasperati: è da giovedì scorso che ogni giorno alle 5 sono al ponte di ferro per iniziare la protesta. Sono loro i primi a non vedere l’ora che questa trattativa si concluda. L’altra sera poi un errore è stato lasciare aperti cancelli di Assindustria». IERI, invece, dopo essersi radunati alle 5 al ponte di ferro, i cavatori hanno cominciato a sfilare verso il cento e poi da qui hanno imboccato viale XX Settembre. Passando tra due lunghe file di auto i cavatori si sono prima fermati di fronte alla sede di Assindustria a Fossola, infine hanno deciso di proseguire per via Piave dove si trovano le segherie di Santucci group e Graziani marmi i cui proprietari erano tra i rappresentanti della delegazione padronale che ha partecipato al tavolo di trattativa. Qui i cavatori hanno pacificamente interrotto la circolazione, bloccando per circa un’ora alcuni camion che dovevano uscire dai laboratori. Una discussione accesa si è poi avuta quando lo stesso Roberto Graziani da dentro il proprio piazzale ha cominciato a rispondere alle accuse dei lavoratori. Sono stati dieci minuti di un dibattito duro e serrato, dai toni decisamente accesi, ma che non sono mai trascesi. L’industriale ha più volte sottolineato quelle che - a suo dire - sarebbero state le responsabilità del sindacato e, in particolare, del segretario della Fillea Roberto Venturini nell’interruzione della trattativa. Di contro la piazza, e lo stesso Venturini, hanno rimandato al mittente le accuse, chiedendo a gran voce aumenti più importanti di quelli offerti dagli industriali. «Voi fate i milioni con il nostro lavoro e il nostro sudore - hanno ricordato diversi cavatori - e ora ci volete lasciare solo le briciole». c.lau

FI e Bugliani non hanno votato in Regione
CAVE: «Forza Italia non vota lo scippo alle imprese». Così il senatore azzurro Massimo Mallegni (nella foto) commenta la risoluzione del consiglio regionale toscano, che invita il parlamento a legiferare rendendo pubblici i beni estimati, votata all’unanimità da un’assise in cui mancava il gruppo di Forza Italia. Non solo il voto ha visto l’uscita dall’assemblea del massese Giacomo Bugliani, del Partito democratico. «L’approvazione della risoluzione approvata dal consiglio della Regione Toscana sui beni estimati – scrive Mallegni, il cui partito è sempre stato contro la procedura che renderebbe pubbliche le cave finora c onsiderate priovate – dimostra che la politica regionale è contro le imprese, contro il lavoro e contro gli investimenti. Le imprese apuo-versiliesi del settore marmo prendano atto del fatto che Forza Italia non ha votato la risoluzione. Purtroppo la nostra posizione è ininfluente visti i numeri bulgari del consiglio regionale. I nostri due consiglieri, Marco Stella e Maurizio Marchetti, non hanno partecipato volutamente al voto. Del resto abbiamo visto tutti, in questi anni, come il centro sinistra ed il Partito Democratico hanno trattato le imprese attraverso il piano di indirizzo territoriale e attraverso il tentativo di regalare le aziende al mercato attraverso l’interpretazione della direttiva Bolkestein per cui abbiamo già presentato un ddl salva imprese per cui c’è già l’impegno del governo ad approvarlo». Questo il commento del senatore, Massimo Mallegni in merito all’approvazione della risoluzione presentata dai 5 Stelle che attribuisce la natura pubblica ai beni estimati, in particolare degli agrimarmiferi apuo-versiliesi.

APUANE INTERNAZIONALI

IL CLUB ALPINO italiano ha scelto le Alpi Apuane per l’appuntamento italiano dell’edizione 2018 di «Respect the Mountains» dell’Union Internationale des Associations d’Alpinisme (Uiaa). Si tratta di un progetto internazionale che quest’anno toccherà sette località montane, dal Galles a Cipro, con l’obiettivo di veicolare l’importanza della sostenibilità nei confronti di tutti i portatori d’interesse (turisti, escursionisti, operatori turistici, aziende, autorità locali, regionali e nazionali). Domenica prossima è in programma un’escursione che dal Rifugio Donegani, nel comune di Minucciano (Lucca), in Val Serenaia (ritrovo ore 9,30), porterà i partecipanti al Passo della Focolaccia di Massa, fra i monti Tambura e Cavallo. Gli escursionisti saranno dotati di guanti e sacchetti per raccogliere i rifiuti eventualmente trovati durante il percorso. L’appuntamento apuano, curato dalla Commissione centrale tutela ambiente montano del Cai (referente Luca Tommasi), con la collaborazione del Gruppo regionale e delle sezioni di Massa, Viareggio e Carrara, inaugurerà il calendario 2018 di «Respect the Mountains». CON LA SCELTA delle Apuane, il Club alpino intende affiancare, nell’ottica del rispetto dell’ambiente, il tema della pulizia dei sentieri con la questione delle cave per l’estrazione del marmo e il loro grave impatto sull’ecosistema montano. «Non si tratta di avere solamente un ambiente pulito, ma anche intatto e non consumato irreversibilmente – spiega il presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano, Filippo Di Donato –. Le Apuane sono orribilmente segnate dalle cave, che le stanno letteralmente mangiando come inarrestabili insetti meccanici. Negli ultimi anni il Club alpino ha prodotto diversi documenti e appelli, oltre a organizzare eventi su questo tema. L’ultimo dei quali dal 27 aprile al 1° maggio, con il corso nazionale di formazione per insegnanti Le Alpi Apuane-Le montagne irripetibili». ALLE ORE 16 al Rifugio Aronte, nei pressi del Passo della Focolaccia, è previsto un concerto dedicato alla tutela dell’ambiente, compreso nel programma dell’edizione 2018 di «Musica sulle Apuane». Si esibiranno i Quinto Aere, quintetto d’ottoni. L’escursione, gratuita e aperta a tutti, durerà circa 4 ore all’andata e 3 al ritorno.

 

 

IL FESTIVAL UN CONNUBIO DI POESIA, MUSICA, PITTURA E SCULTURA

CON «ESSENZARTE» la suggestiva conca di Renara diventa un luogo di magia e di spiritualità grazie alla sensibilità di una trentina di artisti uniti in un connubio misto tra poesia e musica, pittura e scultura, performance e installazioni artistiche. Ideatrice dell’evento, primo nel suo genere nel comune di Massa, è Gilberta Dal Porto, che si è innamorata di quel luogo romito, ricco di suggestioni e religiosità. Una fusione di simbolismi, dunque, dove è la natura stessa che parla e dove il visitatore diventa protagonista esprimendo le proprie emozioni con un gesto simbolico, un pensiero scritto sopra una pietra da affidare al fiume, al racconto del suo viaggio. Si tratta di un festival di quattro giorni che darà voce alla natura della conca di Renara. Acqua e fuoco, aria e terra, gli elementi primordiali della vita saranno i protagonisti di questa prima sperimentazione. All’inizio del percorso, una porta decorata con un profilo umano e realizzata con un ponteggio da muratore, avverte che “chi decide di percorrere questa via lo fa a proprio rischio e pericolo. Il pericolo di emozioni’’. Al centro, un messaggio univoco: rispettare l’ambiente. «L’uomo si rispecchia nella natura e la natura nell’uomo» è il sottotitolo di questo innovativo evento che sarà inaugurato domani, alle 18.30, nel cuore della valle di Renara. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune e dell’associazione Amici di Renara, ed è realizzata con la collaborazione di Cristina Martini Pilatti. Ricco il programma: percussioni e poesia con Riccardo Puccetti e Max Baroni, domani alle 21.30. Paolo Farusi, venerdì 6 luglio alle 21,30, terrà i suoi giochi di ombre cinesi, seguito dalle musiche del «Suonatore libero«, Oronzo Luciano Vittorio Ricci. Sabato 7 luglio, alle 21.30, spazio alle campane tibetane di Carlo Vatteroni. Infine domenica 8 luglio, Luigi Chiesa, Alessandro Tecce, Maurizio Signorini e Nicola Daniele Fontana, cercheranno l’equilibrio perfetto con lo «stone balance». Alle 19,30 Angela Maria Fruzzetti dialogherà con Gilberta Dal Porto sui libri «Borghi apuani di Massa-Una montagna di itinerari» e «Impronte sulla neve». Questi gli artisti di Essenzarte: Gilberta Dal Porto, Cristina Martini Pilatti, Angela Maria Alberti, Achille Pardini, Clara Mallegni, Emwan Kuilpnerk, Sarah Atzeni, Mario Ginocchi, Sergio Tazzini, Riccardo Ricci, Debora Balloni, Lia Battaglia, Luca Tonarelli, Silvano Pianadei, Evaristo Lazzoni, Renzo Felici, Donatella Gabrielli, Marcello Nesti Mark, Daniela Bertani, Anna Maria Raffo, Daniela Spiaggiari, Maria Giulia Cherubini e Mirca Fruzzetti.


LA MOSTRA AL MUSEO DIOCESANO FINO AL 9 SETTEMBRE

INNUMEREVOLI piccole sculture in terracotta che raffigurano uomini apparentemente affaccendati in qualcosa, senza mai fare fatica, busti con personaggi che nella loro semplicità hanno sempre un qualcosa di poetico. Sono oltre 30 le sculture e le installazioni che dialogano con le opere presenti nel Museo Diocesano di Massa di Jacopo della Quercia come quelle di Bernini, Bernardino della Scala, solo per citare alcuni nomi. E l’effetto è affascinante e tutto da scoprire. E’ questa la mostra di Pino Deodato dal titolo significativo «Abbiamo perso la testa» inaugurata sabato scorso, che rimarrà aperta fino al 9 settembre, organizzata da Museo Diocesano, Associazione Quattro Coronati di Massa e Comune di Massa. PINO DEODATO, 68 anni, calabrese di Vibo Valentia ma residente a MIlano, è uno scultore innamorato della materia. Una materia che assume una funzione primordiale, quasi terapeutica, per lo scultore che diventa una sola cosa con la scultura. E’ un amore fisico e metafisico, un affetto che si trasforma in opera d’arte. Il percorso espositivo presenta sculture e installazioni alcune piccole altre più grandi distribuite nelle sale del museo. Il suo stile è alieno da preoccupazioni di avanguardia, ma allo stesso tempo semplice e imbevuto di una modernità primitiva e arcaica, per mettere in evidenza il compito che secondo lui deve avere l’arte e cioè quello di raccontare cose che ci sono, ma che non si vedono le opere devono suscitare emozioni tali da permettere la ricerca della verità. «Con “Abbiamo perso la testa” Deodato – spiega Mauro Daniele Lucchesi, direttore artistico dell’Associazione Quattro Coronati – si assume emblematicamente il senso che non ci sono parole per rispondere alle domande e ai bisogni di cui la società contemporanea ha bisogno, come dimostra la crisi ideologica e di ideali che pervade l’intera società globale. Il lavoro di Deodato è un invito a ritagliarsi un po’ di silenzio, una scelta che ci aiuterebbe da una parte a vivere in armonia con il mondo delle cose, dall’altra a trovare una via d’uscita alle problematiche dell’uomo moderno». Da sempre Pino Deodato, infatti, intende l’arte come una missione nei confronti dell’uomo, quella di aiutare a vivere una vita migliore invitandolo a una riflessione filtrata dai sentimenti con la consapevolezza che l’arte è una sovrastruttura della società ma che ha comunque la possibilità di aiutare a riflettere e a considerare aspetti della vita a cui non siamo abituati a pensare. Il Museo Diocesano di Massa si trova in via Alberica e la mostra è aperta a ingresso libero il giovedì, venerdì e sabato dalle ore 21 alle 24.

 


«PROGETTO Carrara, dall’amministrazione trattamento equo e tutele per tutti i 24 lavoratori». Il vicesindaco Matteo Martinelli, titolare della delega a Bilancio e Partecipate, replica così alle critiche sul trattamento dei lavoratori della municipalizzata che ha costruito la strada dei Marmi. Un trattamento equo, per tutti i lavoratori di Progetto, al di là dell’iscrizione a questa o quella sigla sindacale e una gestione oculata della vertenza, mirata a garantire continuità occupazionale a tutti nel rispetto della legge e degli equilibri economici». Martinelli contesta innanzitutto la mossa di Martina Nardi, parlamentare del Pd, che ha presentato un’interrogazione al governo proprio sulla vertenza dei lavoratori: «Mi stupisce molto che l’onorevole Nardi intervenga al riguardo dopo anni di silenzio. Lei che non si è mai preoccupata di assicurarsi se i 130 milioni di soldi pubblici investiti nella strada dei Marmi siano stati spesi bene o male, lei che non si è mai interessata dei tanti contenziosi che ditte, lavoratori e consulenti hanno sollevato contro la Progetto, si fa avanti ora a difesa dell’occupazione. Forse prima di intervenire doveva consultare i referenti locali del suo partito. Per una che ha votato il Jobs Act sollevare un polverone sulla vertenza della Progetto, dove sono stati salvati tutti i posti di lavoro, è una posizione poco credibile». Martinelli ricorda che «la Progetto Carrara è stata una sorta di mangiatoia dove si sono sfamati in tanti, in troppi direi. Non è un caso – rilancia il vicesindaco - che tutto il vecchio consiglio di amministrazione della partecipata sia finito nel mirino della magistratura per le modalità per così dire dubbie con cui è stato stabilizzato il personale. La precedente amministrazione aveva firmato un accordo che prevedeva 4 esuberi. Noi l’abbiamo modificato e abbiamo salvato tutti i posti di lavoro. Non mi sembra sia un risultato di cui un sindacato si possa lamentare«. Il vicesindaco replica poi direttamente a Marco Tonarelli, uno dei dipendenti di Progetto Carrara, che lamenta il trattamento ricevuto in fase di ricollocamento: «Dovrebbe essere soddisfatto che gli è stata garantita continuità occupazionale, un risultato raggiunto dopo una lunga trattativa grazie alla quale abbiamo salvato tutti i posti di lavoro, cosa che non eravamo obbligati a fare. Sappiamo che lui lamenta una riduzione di stipendio ma il suo salario sostanzialmente resterà invariato».

Al via il presidio a Cava Fornace

Stamani  il presidio permanente popolare a Cava Fornace al motto "No discarica, sì bonifica" La mobilitazione, alle 1000, durerà 2 settimane.

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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