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La Nazione (2753)


«CAMBIAMO nome al viale XX Settembre. Intitoliamo a Michelangelo, la scultura e la cultura devono diventare centrali nella nostra città». I Verdi scendono in campo al fianco di Gianenrico Spediacci e lo fanno parlando di lavoro, cultura e, poco, di ambiente. Il partito ecologista alla fine ha deciso di abbracciare la causa di Rinascita e Articolo primo e di abbandonare il progetto di una coalizione di sinistra già divisa tra Claudia Bienaimé con Carrara bene comune e Dema e la giovane Ilaria Paladini candidata per Rifondazione, Fabbrica della sinistra e Sinistra anticapitalista. «Purtroppo a sinistra ci sentivamo solo tollerati, in questa coalizione invece siamo stati subito ben accolti – spiega Amerigo Brogi -. Abbiamo avuto numerosi incontri durante i quali però noi avremmo voluto parlare dei nostri punti programmatici, invece altri volevano parlare solo del nome del candidato a sindaco. Quando poi alla discussione si è aggiunta anche Rifondazione comunista abbiamo capito di non essere ben voluti. A qual punto ci siamo guardati intorno dialogando con le altre forze politiche, compreso il Pd, ma quando abbiamo parlato con Spediacci abbiamo capito che lui era la persona giusta». «La verità – sottolinea Roberto Nicoli – è che noi siamo una forza di governo, certa sinistra e anche Claudia Bienaimè hanno una visione di opposizione, sono ottusi in questa posizione. Per loro valgono di più interessi personali o di partiti. Loro, diciamo, guardano solo un angolino, mentre noi tutto il mondo». I Verdi ne hanno poi anche per i Cinque stelle, tanto a livello nazionale - «ci hanno rubato molti punti del nostro programma» - che locale: «non sono all’altezza di governare». Sul piano programmatico, poi, annunciano battaglie per l’uscita da Gaia e contro il nascituro Ato rifiuti, mentre sull’economia del monte e del piano aprono al confronto con gli industriali.

10 anni d'arte in Versilia Mostra all'Esplanade

Rassegna d'arte di pittura, grafica e scultura per i 10 anni di arte in Versilia. Inaugurazione Sabato alle 1130 all'Hotel Residence Esplanade, Viareggio


«È da 14 anni che dura questo inferno, dal giorno in cui due sbirri entrarono nel mio atelier e mi portarono via per chiudermi in questa casa di alienati. Fai qualcosa, parla con il Direttore, fammi uscire di qui, non resisto più!». E’ una lettera sconvolgente quella che Camille Claudel scrive il 3 marzo 1927 a suo fratello, lo scrittore Paul Claudel, supplicandolo di aiutarla. Una lettera che non avrà risposta. In preda a ripetute crisi di follia che l’hanno spinta a distruggere molte delle sue stesse opere, divorata dalla gelosia e dalla passione per Auguste Rodin - il genio che era stato la sua guida ed il suo amante, ma che aveva sempre rifiutato di sposarla - Camille era stata internata il 10 marzo 1913 nell’asilo psichiatrico di Montdevergues, nei pressi di Avignone. Nessuno si era dato la pena di affidarla ai medici per vedere se fosse possibile curarla: era più comodo dichiararla pazza, farla scomparire.

PERSONAGGIO scomodo e passionale al limite dell’esaltazione, incurante della morale e delle regole sociali del suo tempo, Camille era destinata ad essere abbandonata da tutti. Dalla madre, che non aveva mai approvato le sue esuberanze, la sua ansia di libertà e la sua convivenza con un uomo (lo scultore Rodin) che aveva 25 anni più di lei. Dal fratello, che non voleva ombre sulla sua carriera di diplomatico e poeta. Dallo stesso Rodin, che certo le voleva bene ma era logorato da un rapporto troppo morboso e faticoso. Condannata alla solitudine, sepolta viva per 30 anni, Camille morì nel disinteresse generale il 19 ottobre 1943. Non ebbe diritto nemmeno a quel che spetta a tutti: una sepoltura decente. Le sue spoglie, inumate in gran fretta in una tomba provvisoria del piccolo cimitero di Montfavet, finirono nella fossa comune: una storia terrificante, ben raccontata nel 1988 da un film di Bruno Nuytten in cui Camille ha il volto di Isabelle Adjani e Rodin quello di Gérard Depardieu.

OGGI, a 74 anni dalla sua scomparsa e nel momento in cui Parigi celebra in pompa magna il centenario della morte di Rodin, la Francia rende finalmente giustizia all’artista così crudelmente sacrificata. La casa di famiglia in cui Camille visse da bambina a Nogent-sur-Seine, 100 chilometri a sud-est di Parigi, è stata ristrutturata, ampliata e trasformata in un museo che porta il suo nome. Il giorno dell’inaugurazione, domenica 26 marzo, una folla di migliaia di persone è sfilata in silenziosa ammirazione davanti ai suoi capolavori riuniti per la prima volta, 43 sculture in marmo o in bronzo cui fanno da cornice le testimonianze - quadri, ceramiche, lettere, oggetti personali - di molti artisti che lavorarono in quegli anni, primo fra tutti lo stesso Rodin. I visitatori hanno sostato commossi davanti a “L’abandon”, ambiziosa opera realizzata nel 1886, quando Camille viveva la fase più intensa della sua passione per Rodin.

LA PROVINCIALE nata a Fère-en-Tardenois in Piccardia, a metà strada fra Parigi e Reims, era entrata come apprendista due anni prima nell’atelier dello scultore già affermato. Lei aveva 19 anni, lui 44: rimase fulminata da quell’uomo possente, «dal busto leonino, dal naso ben pronunciato, dalla barba grigia fluttuante che sprigionava un’immediata sensazione di forza». Divenne la sua amante e descrisse proprio in “L’abandon”, ritratto in bronzo di una giovane coppia teneramente abbracciata, il suo stato di grazia. Venti anni dopo, quando il rapporto si era trasformato in un susseguirsi di scenate rabbiose di e febbrili riappacificazioni, Camille ricorre a tratti più violenti, che si ispirano alla sua tragedia personale. Ecco la monumentale scultura “Perseo e la Gorgone”, del 1902: l’eroe della mitologia greca impugna con la destra la spada e regge con la sinistra la testa decapitata della Medusa, rappresentazione brutale del destino di cui Camille. Triste e commovente anche “L’age mur” (L’età matura), il suo capolavoro e il suo regalo di addio a Rodin: la scultura ci mostra un uomo che si allontana avvinghiato ad una donna mentre alle sue spalle una ragazza nuda, in ginocchio, tenta inutilmente di trattenerlo per un dito. «La maggior parte dei visitatori conosce la storia sentimentale che legò Camille a Rodin: noi speriamo di far scoprire anche l’importanza del loro dialogo artistico», commenta la conservatrice del museo Cécile Bertrand.

FRA Le 250 opere esposte a Nogent-sur-Seine figurano sculture e disegni di altri protagonisti della seconda metà dell’Ottocento, da Marius Ramus a Paul Dubois, da Alfred Boucher allo stesso Rodin. Citiamo di quest’ultimo “L’Adieu”, un’opera del 1905 che mostra la testa di Camille e le sue mani che si avvicinano alla bocca, come ad esprimere lo stupore ed il dolore.

DONNA meritevole: con questo titolo è stata premiata la collega Angela Maria Fruzzetti durante la terza edizione dell’evento artistico culturale al femminile «Emozioni e parole di donne» organizzato dalla blogger e scrittrice Barbara Giorgi, svoltosi presso la Mondadori Bookstore di Massa. Questa la motivazione che ha spinto una ventina di artiste a conferire il premio ad Angela: «Per il suo impegno nella valorizzazione delle donne in ambito sociale, artistico, culturale e la sua capacità nel fare “rete” e vivere la cosiddetta “sorellanza”; il suo impegno nelle ricerche, gli studi e gli scritti sulla memoria delle donne apuane; il suo impegno nelle iniziative relative alla lotta contro i tumori femminili: ricordiamo per esempio, l’iniziativa “La sciarpa rosa”; il suo impegno nella lotta alla violenza sulle donne, in ogni sua forma e modalità; il suo impegno nella tutela e nella difesa dei diritti delle donne». La motivazione è stata sottoscritta dalle seguenti artiste: Benedetta Cardone, Barbara Giorgi, Gabriella Izzo Giorgi, Anna Maria Lombardi, Egizia Malatesta, Marina Marini, Laura Zaccagna, Ilaria Dalle Luche Jones, Elisa Marangon, Denise Ponzo, Maria Giulia Cherubini, Mafalda Pegollo, Melanie Tonarelli e le artiste dell’Associazione di un altro genere (Firenze): Rita Acciai, Gabriella Bellucci, Emerita Cretella e Laura Kraus.
Un incontro e una fusione di poetesse, scrittrici, autrici teatrali, attrici, pittrici, scultrici per una giornata densa di emozioni. «Quest’anno, per la prima volta da quando è nato l’evento – ha ricordato Barbara Giorgi – si è tenuta anche la premiazione di Angela Maria Fruzzetti, una donna ritenuta “particolarmente meritevole” nel campo della cultura, dell’arte, del sociale e della tutela dei diritti delle donne, premiata da noi artiste per riconoscerne il merito».
DURANTE l’evento le poetesse hanno declamato le loro poesie mentre le attrici Elisa Marangon e Denise Ponzo hanno interpretato monologhi delle autrici Fruzzetti (dal libro «Non dire niente a nessuno») e Giorgi (dal libro «Chiamatemi strega»). Le pittrici e le scultrici hanno illustrato la loro arte e non sono mancati momenti di commozione profonda. «Quello che ho ricevuto è molto più di un premio – commenta Angela – perchè non c’è stata una gara, non c’è stato un concorso «per». E non posso non emozionarmi di fronte alla generosità di queste artiste che hanno avuto un pensiero speciale per me. Mi è stato consegnato un bagaglio ricco di emozioni, sentimenti, sogni e speranze. Ogni opera che mi è stata donata porta con sé la storia di chi l’ha realizzata. Questo riconoscimento accende un faro in più per illuminare il cammino in un momento in cui abbiamo bisogno di luce e speranza. Un grazie a tutte le artiste, al folto pubblico presente, ai responsabili di Mondadori Bookstore Massa e a Barbara Giorgi che hanno devoluto parte dell’incasso dell’aperitivo finale alla Lega italiana per la lotta contro i tumori di Massa Carrara».


ANCHE alcune opere conservate al Museo del Marmo di Carrara sono esposte a Roma, nello spazio espositivo dell’Ara Pacis, in occasione della mostra «Spartaco. Schiavi e padroni a Roma», che proseguirà sino al prossimo 17 settembre, con la cura di Claudio Parisi Presicce, Orietta
Rossini con Lucia Spagnuolo. Da ricordare che il nostro museo, si è arricchito della sezione
mineralogica e di opere di artisti che hanno avuto un forte legame con il marmo, oltre a presentare i grandi macchinari della sezione di Archeologia Industriale.


BANDI, contributi, un seminario per le imprese, agevolazioni, bandi, incentivi e contributi. Un seminario di approfondimento di Cna rivolto alle imprese con l’obiettivo di portare a conoscenza delle aziende le opportunità finanziarie, mercoledì 5 aprile, alle 17,30, alla sede dell’associazione organizzatrice dell’evento, ovvero la Cna di Avenza di viale Galilei.

L’ACCADEMIA si rifà il look: pronti 30mila euro dagli Amici dell’Accademia. Giovedì si è riunita l’assemblea dell’associazione per l’approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo. La presidente Lina Sicari ha sottoscritto con il direttore dell’Accademia Luciano Massari e il presidente Giancarlo Casani due convenzioni per realizzare progetti di restauro e valorizzazione dell’Accademia. Verranno realizzati i restauri delle vetrate della Manifattura Chini e dei marmi sull’ingresso di via Roma con l’ausilio di maestranze qualificate e la sorveglianza della Soprintendenza. L’intervento, del costo di oltre 30mila euro, totalmente finanziati dall’associazione, durerà circa 120 giorni. Prende avvio il progetto editoriale per la «Guida dell’Accademia», in coedizione con l’editore Pacini di Pisa, che farà parte di una collana pensata per valorizzare il patrimonio artistico del territorio apuano e renderlo visitabile.
L’ASSOCIAZIONE, già curatrice di una prima edizione di successo, pubblicata nel 1996 ed esaurita, realizzerà questo nuovo volume con docenti, studenti e studiosi che racconteranno le qualità dell’Accademia in 160 pagine e 100 foto a colori in formato tascabile. Per queste iniziative, totalmente pre-finanziate dall’associazione, gli Amici dell’Accademia attendono l’intervento di altri sponsor che partecipino a questo importante lavoro di restauro e valorizzazione dell’istituto: il sostegno economico alle attività dell’associazione, onlus, è interamente detraibile dalla dichiarazione dei redditi e quindi praticamente a «costo zero».


Profondo dolore a Torano, in prima fila anche il sottosegretario Ferri
di CLAUDIO LAUDANNA
Nel 1971 approda al Pci e dal 1975 al 1985 ne diventa l’ultimo consigliere regionale di Carrara. Rientrato in consiglio comunale, viene eletto sindaco due volte: la prima nel 1987, la seconda nel 1989 fino al 1991 quando si dimette per la svolta di Occhetto e inventa Rifondazione. Nel 1992 è eletto aenatore della Repubblica per Rifondazione
DECINE di bandiere rosse e un lungo corteo, silenzioso e composto, hanno accompagnato ieri pomeriggio Fausto Marchetti nel suo ultimo viaggio dalla sua casa di Torano fino al cimitero di Marcognano. Una cerimonia semplice e sobria, in perfetta linea con un personaggio mai sopra le linee. Dietro agli occhi lucidi e ai volti scuri dei tanti che hanno voluto dirgli «addio» non era difficile leggere tanta commozione, certo, ma anche il profondo rispetto che tutti loro provavano per una figura che ha segnato in manera indelebile la vita politica cittadina e nazionale degli ultimi quarant’anni. Rifondazione comunista, Partito democratico, Partito socialista e ancora tante altre sono le sigle dei protagonisti della vita politica di oggi che ieri hanno sfilato davanti al feretro del senatore Marchetti. Tutti loro, a prescindere da dove li abbiano portati nello scacchiere politico nazionale scelte personali fatte per opportunità, sottili giochi di equilibri o per convinzioni che si sono evolute nel tempo, hanno avuto in quest’uomo schivo, in questo studioso accanito e in questo amministratore appassionato un maestro e un esempio a cui fare sempre riferimento. La notizia della sua scomparsa, non a caso, ha destato profonda commozione non solo in città, ma anche ben oltre i confini comunali. Messaggi di cordoglio sono arrivati da Roma, come da Firenze e tra i tanti che hanno voluto ricordare Fausto Marchetti per l’ultima volta ci sono stati anche il governatore Enrico Rossi e Massimo D’Alema con cui il senatore collaborò fianco a fianco ai tempi della Bicamerale.
A MARCOGNANO ieri, tra gli altri, c’erano il viceministro Cosimo Ferri, la deputata Pd Martina Nardi, gli assessori Giovanna Bernardini, Giuseppina Andreazzoli e Massimiliano Bernardi e poi ancora tanti consiglieri comunali di ieri di oggi oltre a diversi candidati alle prossime elezioni tra cui Andrea Zanetti. Tra tutti loro l’unico a vestire i panni istituzionali ieri pomeriggio è stato Massimiliano Bernardi a cui è spettato il difficile compito di ricordare in poche parole la grande caratura del senatore per poi concudere, non senza tradire la propria commozione, ricordando come non sia facile «restare comunisti per tutta la vita». E’ stato invece il figlio, il nostro collega Nicola, a ringraziare tutti i presenti e a salutarlo per l’ultima volta con un tanto lapidario quanto toccante «ciao pa’».

di LAURA SACCHETTI
IMPRENDITORI del territorio contestano il Consorzio Zona Industriale Apuana (Zia) e ne chiedono la chiusura. Venerdì pomeriggio, presso il centro di formazione professionale EmmeEducational del gruppo Emmerent, in via Aurelia Ovest a Massa, gli imprenditori si sono riuniti per capire i motivi per i quali si sono visti recapitare fatture dal Consorzio. La domanda è chiara e semplice: «A fronte di quali servizi dovrei continuare a pagare l’ente?». Le aziende hanno ricevuto dei solleciti di pagamento dal Consorzio che secondo loro non ha mai fatto niente per meritarsi suddetti contributi.
A ILLUSTRARE la situazione, il presidente di Pro Loco Catagnina, Michele Russo. «La questione è nata – ha detto Russo – quando le aziende della zona industriale hanno ricevuto delle fatture (per avere un contributo) mandate sia a chi aveva già pagato sia a chi doveva pagare. Ho parlato con le 70 aziende associate a Pro Loco, molte delle quali non sapevano nemmeno cosa fosse questo ente. Anche in Regione si è parlato di inefficienza del Consorzio e dell’ipotesi di chiusura. Abbiamo verificato che in tutti questi anni l’ente non ha provveduto alla realizzazione di un archivio, non ha un registro delle presenze, non ha il badge. L’impressione è che non abbia adempiuto a ciò per cui è nato». Il Consorzio dovrebbe svolgere una duplice funzione: di Pubblica Amministrazione, con una serie di attribuzioni urbanistiche e tecniche nell’area di competenza e di Impresa economica erogatrice di servizi, con una struttura organizzativa e contabile analoga a quella delle Spa. Ma quali servizi ha dato fino a oggi? Dovrebbe favorire la reindustrializzazione. Altre questioni emerse all’incontro riguardano la sproporzionalità della pressione fiscale. Per esempio chi ha un’azienda di venti metri quadri si ritrova a pagare una cifra simile a quella versata da un’azienda di 6 ettari. «Vogliamo capire – è intervenuto un imprenditore – chi deve dare questo contributo: il proprietario o il conduttore? ». Infine si è discusso sulla natura del contributo. Nella lettera che il Consorzio ha mandato alle aziende si definisce il contributo di carattere tributario.
SECONDO gli imprenditori il contributo da versare non è di natura tributaria ma è dato a fronte di servizi, di attività tangibili, che non sono stati assicurati alle aziende. «Avvieremo un’azione legale complessiva – hanno detto gli imprenditori – per la chiusura del Consorzio Zia ed eventualmente l’auspicio è che le funzioni possano essere assorbite da un ufficio comunale o provinciale che possa dare garanzie maggiori ed effettivi servizi».

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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