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Il premio in marmo bianco è già oggetto di culto
Sarà consegnato alla prossima edizione di Roma-Videoclip

CARRARA Marmo protagonista, fra cinema e videoclip: e l'Orfeo della Sagevan diventa già oggetto di culto.Durante la conferenza stampa per presentare il "Roma Videoclip-Il Cinema incontra la Musica"tenutasi domenica scorsa, alla Festa del Cinema di Roma, sono stati consegnati due dei premi realizzati da Sagevan come "Special Award".Un premo speciale finito nelle mani di grandi artisti: un biglietto da visita importante per il marmo e la creatività apuana.Ecco i premi speciali consegnati a Roma.Special award: "Incontro con Ron" e consegna premio per la sua carriera artistica e per il videoclip "Almeno pensami" regia di Gianluca Calu Montesano (Omaggio a Lucio Dalla).Un altro special Award è stato quello di "Incontro con Luna Vincenti" e consegna premio per l'interpretazione e l'originalità del videoclip "Mille anni luce" regia di Luisa Carcavale, con la partecipazione di Giulio Berruti.Il premio ufficiale, chiamato "Orfeo", intagliato a waterjet in marmo bianco di Carrara e dalla forma estremamente pulita e moderna, rappresenta un operatore cinematografico con la musica nel cuore e prende il nome dal famoso poeta e cantore capace di addolcire anche gli animi più duri.Sagevan realizzato tutte le 15 statuette, una per ogni categoria, che nelle mani dei più importanti artisti nazionali, da Fiorella Mannoia aiTiromancino fino a Tiziano Ferro, il prossimo 11 dicembre durante la XVI edizione del "Roma Videoclip-Il Cinema incontra la Musica" si trasformeranno in un simbolo assoluto di italianità, arte e tradizione. Insomma quella di domenica scorsa a Roma è stata solo una anticipazione per i premi, le quindici statuette Orfeo, che saranno al centro del Roma Videoclip una rassegna attesa dagli addetti ai lavori e non solo, visto che i videoclip rappresentano una sorta di sperimentazione sempre più all'avanguardia delle nuove frontiere del cinema.Ecco che Orfeo, con il suo marmo bianco e la forma design, è pronto a conquistare anche un'altra platea di prestigio quella di "Roma Videoclip, il cinema incontra la musica". --

Un convegno su ruoli e responsabilità in cava

venerdì alla marmoteca
CARRARA Un convegno su ruoli e responsabilità in cava: l'appuntamento è venerdì 26 ottobre alle 16 alla sala Marmoteca della Imm. L'iniziativa è stata promossa dalla Lega dei cavatori di concerto con l'Anmil, Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, col patrocino dellla Regione Toscana, del Comune di Carrara e dell'Inail. In apertura è previsto il discorso del presidente territoriale Anmil Massa-Carrara Paolo Bruschi. Seguirà "Il settore dell'estrazione: normativa, infortuni, esigenze ed opportunita" a cura dell'avvocata Maria Giovannone, amministratore delegato e direttore scientifico di Anmil sicurezza. Tra i relatori anche Giovanni Lorenzini, direttore Inail per Massa-Carrara e Lucca, e Maura Pellegri, direttore Pisll (Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro) dell'Usl. --

 

È il secondo incidente in meno di una settimana nei bacini apuani del marmo
l lavoratore si è presentato alla Medicheria di Fantiscritti, da qui mandato al Noa
CARRARA Un sasso che si stacca. E colpisce un lavoratore sulla spalla.Un incidente non grave, il giovane si è presentato da solo alla Medicheria di Fantiscritti e da lì è stato portato al Noa a bordo di un'ambulanza (senza medico a bordo) ma l'ennesimo che si verifica nelle cave di marmo apuane. Un segnale che, proprio alla luce degli appelli alla sicurezza e alla concertazione deve necessariamente fare riflettere.l'incidenteUn sasso si è staccato dalla parete, nel piazzale della Cava 21 (gestione Lorano 2). Il cavatore 35enne Davide Servadei (originario di Pietrasanta) si fa male a una spalla, proprio nel punto in cui ha impattato con il sasso.L'uomo si presenta alla Medicheria di Fantiscritti (quella che si occupa del primo, e preziosissimo soccorso nel bacini delle Apuane) e qui viene visitato e quindi "spedito" al Noa per accertamenti a bordo di una ambulanza senza medico.

il processo

Libero Red Dolce / carrara Si conclude con un'assoluzione per la figlia e con la posizione del padre ancora da definire il processo penale per un infortunio sul lavoro nel dicembre del 2013 nella ditta Carbonati Apuani srl ad Avenza.Un incidente tremendo, con l'operaio Emanuele Boni che durante una manutenzione al nastro trasportatore si è ritrovato risucchiato tra il nastro e il rullo, con l'arto stritolato dalla forza brutale del meccanismo. Il danno per lui è stato tremendo: per lui, dopo una serie di visite, sono arrivati 410 giorni di inabilità temporanea. Nel processo di ieri in aula, difesa dall'avvocato Luca Pietrini, era imputata Costanza Tacca Papasogli, ritenuta nell'ipotesi investigativa iniziale la responsabile dell'azienda. Il giudice, Ermanno De Mattia, su richiesta sia del pm che dell'avvocato difensore, ha optato infine per l'assoluzione. Dalle testimonianze e dai documenti prodotti in aula infatti si è arrivati alla conclusione che al momento dell'incidente la donna non fosse più responsabile della sicurezza sul lavoro come amministratore unico dell'azienda.Ruolo che però era passato al padre. A spiegarlo un tecnico dell'Asl, sentito in aula come testimone: «L'individuazione del responsabile della sicurezza sul lavoro è stato fatta grazie all'accesso alle visure camerali - spiega l'uomo - e con l'audizione successiva di alcuni dipendenti, che hanno confermato come il responsabile materiale fosse il signor Aldo Papasogli».Si contesta, nel processo, il non rispetto di alcune norme di sicurezza sul lavoro, in particolare alcune mancanze dal punto di vista delle normative. «Il nastro trasportatore - ha spiegato il dipendente Asl commentando alcuni reperti fotografici - eera accessibile a chiunque, quando invece è previsto che sia dotato di protezioni, delle barriere fisiche per limtare l'accesso al nastro. L'operaio lo stava pulendo, ha avvicinato il tubo di gomma ad aria compressa mentre il macchinario era in azione e si è trovato attaccato, con il braccio tra rullo e nastro che lo ha stritolato». La parte civile, rappresentata dall'avvocato Stefano Tonarelli, ha rimesso la querela dopo il pagamento di un risarcimento. Il processo invece per Papasogli padre continua oggi, risultando lui il responsabile per la sicurezza dell'azienda all'epoca del fatto. --

L'amministrazione Persiani ha sollevato dubbi anche sul piano regionale: ridurrebbe ulteriormente alcune attività


Chiara Sillicani / MASSA Il Movimento 5 Stelle ci ha provato a riportare nel pieno controllo del consiglio comunale tutti gli atti sulle cave. Ma non ci è riuscito. Perché la mozione, a firma Luana Mancarelli e Paolo Menchini, ha trovato le porte sbarrate in consiglio. Nulla da fare: gli atti autorizzativi e concessori rimangono competenza dei dirigenti che in consiglio non sono chiamati neppure ad un passaggio formale. «Del resto - spiega l'assessore Pierlio Baratta che sulle cave ha la delega - se per tutti gli attici tecnici fosse necessario il confronto con la politica, l'intera macchina amministrativa si ingesserebbe». Al consiglio - per parafrasare - gli atti di indirizzo, più propriamente politici, ai dirigenti il compito di verificare che i singoli provvedimenti adottati a quell'indirizzo si attengano. Rimangono, quindi, di competenza dirigenziale autorizzazioni ad escavare e concessioni. Dovrà, invece, necessariamente passare dal consiglio comunale il regolamento degli agri marmiferi che il Comune di Massa (è così anche per i piani attuativi) ancora non ha : «Ci stiamo lavorando - assicura l'assessore - e lo vareremo prima che scadano i termini previsti dalla legge regionale 35». Termini fissati al giugno 2019. Ma l'assessore va altre e disegna la linea della nuova amministrazione in tema di cave. E quella linea - per andare al succo - si riassume con la volontà di valutare la possibile apertura di nuovi siti estrattivi. Ad una condizione: «Che rispettino l'ambiente e che non confliggano con quanto previsto dal Parco e con le normative in materia. «Non escludiamo a priori nuovi siti estrattivi - ribadisce Baratta. Perché non dovremmo beneficiare di una risorsa che ci ha dato madre natura? Siamo un territorio con elevati tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, perché dovremmo rinunciare ad occasioni di produttività e lavoro?».Gli eventuali nuovi siti - spiega l'assessore - dovranno essere coerenti anche rispetto allo studio dell'università di Siena. Studio commissionato dall'amministrazione Volpi. «Non siamo i tipi che gettano il bambino con l'acqua sporca - Baratta spiega i motivi della continuità amministrativa - abbiamo recuperato lo studio, ma ne abbiamo chiesto un'integrazione. In particolare all'università chiediamo uno studio dettagliato del materiale per identificare le differenti qualità di marmo estratto e, conseguentemente, i differenti valori di mercato con lo scopo di modulare la tassazione». Elevandola per chi estrae materiale più pregiato, quindi commercialmente più costoso: «Su questo fronte si aprirà un confronto - prosegue Baratta - tra amministrazione comunale, concessionari e università di Siena».Nuovo modello di tassazione, possibilità di nuovi siti estrattivi «purchè rispettino norme e ambiente», autorizzazioni e concessioni in mano ai dirigenti e, per chiudere il cerchio, «qualche perplessità sul piano regionale cave (il Prc)». Perplessità perché « se noi dovessimo recepirlo - parola dell'assessore - alcuni concessionari che già hanno visto ridotta la loro attività, vedrebbero una riduzione ulteriore. In Regione abbiamo espresso perplessità - sul fatto che l'atto pensi ad una pianificazione ventennale in base all'escavato degli ultimi 4 anni. Non soltanto - rincara Pierlio Baratta - in regione il sindaco Francesco Persiani ha chiesto che si stralci la parte inerente l'approvvigionamento sostenibile che, a parer nostro, determina un contingentamento produttivo». Cambiamenti importanti, quindi, sul fronte marmo, almeno nelle intenzioni dell'amministrazione. --

 


la querelle

Le associazioni ambientaliste rispondono al Parco in merito alla definizione dei suoi confini: «Nessun granchio. Per quanto attiene alla corretta procedura assunta dal Parco per giustificare la modifica dei limiti o confini delle diverse aree parco e delle attività esercitabili, abbiamo investito il presidente Rossi e l'avvocatura regionale della legittimità degli atti. Riteniamo doveroso che ogni modifica dei confini del Parco venga portata all'attenzione preventiva sia della Comunità del Parco, sia delle giunte e dei consigli comunali. Non risultano atti formali delle amministrazioni interessate, pertanto riteniamo che le modifiche introdotte non possano essere adottate dal Parco su indicazione di privati concessionari. Nel caso di Massa l'ufficio cave ha avuto la funzione, ci si conceda il termine, di passacarte. Ciò non sembra tutelare l'interesse collettivo, ma il vantaggio esclusivo del privato».

 


L'atto, in commissione, aveva ottenuto l'unanimità dei votiin consiglio la maggioranza vota contro e non lo fa passare I 5 Stelle: ma cosa è successo?
MASSA Il Movimento 5 Stelle si aspettava che la sua mozione avesse il sì del consiglio comunale e se lo aspettava perché quella stessa mozione, che chiedeva il passaggio in consiglio di autorizzazioni e concessioni estrattive, aveva ottenuto l'unanimità in commissione. Ma l'atto, al passaggio in consiglio, trova le porte sbarrate di tutta la maggioranza. Il Movimento 5 Stelle chiedeva il ripristino dei filtri e dei controllo che il consiglio comunale dal 1996 ha perso sulle autorizzazioni all'escavazione e sulle concessioni. Una mozione che, «visto l'effetto impattante dell'attività estrattiva sul nostro territorio dal punto di vista sia ambientale che paesaggistico», i pentastellati chiedevano di discutere in maniera "partecipata". L'atto, che in sede di commissione aveva ricevuto alcune modifiche, impegnava il sindaco e la giunta «a riportare tra le competenze del consiglio comunale l'approvazione di qualsiasi deliberazione in merito ad autorizzazioni, concessioni e altro in ambito di attività estrattiva; a dare indirizzo ai dirigenti competenti di far precedere ogni rilascio di autorizzazione, concessione, o analoghi, e tutti i provvedimenti di sospensione, riduzione in pristino e irrogazione di sanzioni, dalla presa d'atto del consiglio comunale, inserendo tale passaggio preventivo anche nello statuto e nei regolamenti relativi all'ente, come indicato dall'articolo 107 comma 3 del Testo unico degli enti locali». L'atto è stato bocciato da tutta la maggioranza e da Alternativa Civica. Favorevoli Movimento, Pd, lista Volpi Sindaco e lista Uniti per la città. Assente Articolo 1 Mdp. «Non abbiamo capito cosa sia successo - commenta la consigliera Luana Mencarelli - ci sono state date motivazioni che a nostro avviso sono assurde. È la dimostrazione che oltre a mancare di comunicazione, la Giunta ha scarsa considerazione dei suoi consiglieri di maggioranza. La scorsa mozione che avevamo presentato per la difesa del tritone apuano è stata accusata di essere un "virus trojan". A questo punto prendiamo atto che non si può parlare di marmo in consiglio». Stupito anche Paolo Menchini, l'altro firmatario della mozione: «Le scuse del sindaco sono puerili, il numero di concessioni del Comune non è tale da giustificare le addotte preoccupazioni sui carichi di lavoro, quindi deve essere successo qualcosa che ha spaventato la maggioranza ed in particolare i consiglieri leghisti che si erano dimostrati sensibili al tema. Siamo veramente amareggiati, è stata persa l'ennesima occasione di riprendere la parte di competenza a lungo rinnegata di indirizzo e controllo, probabilmente un tema che nell'approccio unisce la nuova amministrazione con quelle passate nel segno della continuità». --

 


La Uil chiede una struttura leggera e con poca burocrazia
Il Pri ritiene che i suoi poteri debbano essere rafforzati

MASSA «Un nuovo Consorzio Zona industriale apuana? Se deve essere un poltronificio e per dare qualche posto di lavoro allora no, grazie». Secca l'analisi della Uil area Nord Toscana sul futuro del Czia. Per la sezione Mazzini del Pri, invece, il Consorzio deve essere potenziato e rilanciato. Si accende il dibattito sugli sttrumenti di sostegno all'area produttiva apuana dopo il recente in Regione, con il presidente Enrico Rossi, sul futuro del Consorzio e sull'accordo di programma per le bonifiche e la reindustrializzazione. Al centro della discussione dell'ultimo vertice a Firenze era stato proprio l'ente consortile sulle cui ceneri si vorrebbe ricostruire un nuovo soggetto di cui ruolo, funzioni e sostenibilità economico-finanziaria sono tutti da definire. «È evidente - sostiene la Uil - che il vecchio Consorzio non ha funzionato, non ha svolto il suo compito di esproprio delle aree industriali inutilizzate e abbandonate da poi mettere all'asta per attrarre importanti investimenti industriali. Non c'è riuscito anche per il farraginoso meccanismo di esproprio che era stato creato. Oggi l'ente è stato commissariato dalla Regione e per salvarlo sono stati investiti centinaia di migliaia di euro. Se dobbiamo creare un Consorzio nuovo su questa falsa riga è chiaro che la Uil è assolutamente contraria».Il sindacato pensa invece che il nuovo Czia debba avere «il potere, fattivo, di espropriare le aree industriali inutilizzate o abbandonate da mettere all'asta e di rendere semplici le procedure di utilizzo delle stesse. Deve inoltre essere una struttura 'snella', che non si porti dietro un bagaglio di orpelli burocratici come la gestione di qualche centinaio di metri di fognature o di strada fra Massa e Carrara. Il suo compito, unico ed essenziale, deve essere quello di incentivare gli investimenti industriali nella Zia. Poca burocrazia e dialogo serrato con i Comuni». Secondo Uil, inoltre, occorre n tavolo a livello provinciale per stilare una bozza che chiarisca anche altri punti. La sostenibilità economica e finanziaria del nuovo ente, in primis, «perché, secondo una prima bozza portata all'attenzione della Regione, sarebbe tutto a carico del pubblico» e questo « difficilmente potrebbe funzionare». E poi la questione dei dipendenti: "È vero, potrebbero passare in carico ai Comuni ma la procedura legale e burocratica sarebbe comunque lunga e difficoltosa. Inoltre, a cosa servirebbe un Consorzio, seppur snello, senza dipendenti?» I Repubblicani, invece, si dichiarano «sbigottiti» del fatto che il vertice sul Czia «non sia approdato a nulla per mancanza di idee». Il Consorzio Zona Industriale, scrive Claudio Palandrani per il Pri, «dovrebbe essere utilizzato al meglio. Se si vuole privilegiare, come ci sembra più opportuno e auspicabile l'uso industriale o artigianale delle aree della zona, si dovrebbero allora definire strumenti urbanistici e gestionali puntuali e rigorosi, congruenti con i luoghi e amministrati da operatori capaci, lungimiranti e razionali. Oppure, si dovrebbe procedere con un generalizzato esproprio delle aree inutilizzate o sottoutilizzate che, diventate pubbliche, potrebbero essere cedute nuovamente in uso a fini produttivi, senza particolari pesi e contrappesi. O, ancora, procedere con altri strumenti ancora, per comprendere meglio di che cosa la popolazione abbia realmente bisogno»Di certo, chiude, «riteniamo che sia imprescindibile, per rilanciare il lavoro nella nostra zona, conservare e potenziare il Czia. Solo col suo mantenimento del suo ruolo sarà possibile rafforzare lo strumento dell'esproprio assicurando, nel contempo, il mantenimento del parere vincolante del Consorzio sulla destinazione urbanistica delle aree di competenza della ZIA». --

 

Apuane al CAP


Ultimi giorni per vedere la mostradi Bizjak al CAP di Carrara.

Rivista la posizione della scuola nella graduatoria dei progetti da finanziare
Così si potrà iniziare a realizzare il polo unico degli istituti superiori

Luca Basile / PIETRASANTA Via libera dalla Regione per il rifacimento del liceo artistico Stagio Stagi, nei prossimi due anni. Nella scuola, che da tempo convive con significative problematiche strutturali, saranno investiti, infatti, 16 milioni di euro, primo e fondamentale passo verso la realizzazione del polo unico degli istituti superiori, in terra di Pietrasanta. Regione Toscana che nelle scorse settimane aveva, ad onor del vero, collocato il progetto relativo alle Stagi presentato dalla Provincia - soggetto competente nella gestione delle scuole medie superiori - al 342° posto del bando di riferimento. Come a dire «quei soldi non lii avrete mai».E invece, qualcosa, nelle ultime settimane, è cambiato, fortunatamente in meglio, come ufficializzato dal vice-presidente della Provincia Maurizio Verona, che sempre nei giorni scorsi ha incontrato il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale.A determinare la 342ª posizione nella graduatoria era stato il mancato inserimento nella domanda della scheda economica dalla quale emergesse con chiarezza la natura dell'intervento, non di ripristino, ma di sostituzione edilizia, formula favorita dal bando. Il testo - si legge in una nota - sarà integrato e lo scoglio definitivamente superato. Nel frattempo, però, anche il nuovo anno scolastico, alle Stagi, è cominciato all'insegna della precarietà fra aule chiuse, laboratori non sempre accessibili, corridoi inagibili. Senza dimenticare che undici classi del biennio hanno traslocato dalle parti di piazza Matteotti, nel plesso che fino allo scorso anno ospitava l'indirizzo dei geometri e dell'agraria oggi di stanza nell'istituto di via Sant'Agostino. Cauto, riguardo al finanziamento regionale, il sindaco Alberto Giovannetti. «È un'ottima notizia, ma finché non vedo non credo. Sullo stato dello Stagio Stagi credo che ci sia finalmente una consapevolezza collettiva, anche della politica, dell'urgenza di questo intervento. Come amministrazione comunale, che non ha competenza su questo stabile, abbiamo fatto il massimo mettendo a disposizione spazi, mi riferisco al Sant'Agostino, e risorse per ristrutturare a tempo di record le aule. Ora tocca alla Regione Toscana fare la propria parte».Critico, nei confronti di Giovannetti&co Ettore Neri, capogruppo del Pd. «La destra che governa Pietrasanta, buona solo a fare propaganda, avrà questa volta almeno il coraggio di chiedere scusa a Provincia, Regione e al Pd che le amministra? Dopo l'ultima assemblea fatta in Sant'Agostino per fare il punto sullo Stagi il sindaco ha continuato a strapparsi i capelli e a prevedere sciagure. Noi abbiamo chiesto a studenti, famiglie e insegnanti di avere fiducia, scommettendo sul fatto che questa sarebbe stata la volta buona. Così sarà, il giorno dell'inizio dei lavori e della successiva inaugurazione il sindaco dovrebbe avere il buon gusto di non farsi vedere». --

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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