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Solo di una bozza, al momento, si tratta. Lo spiega il consigliere regionale Stefano Baccelli (Pd). «Quella sul Piano cave è una proposta della giunta regionale - dice Baccelli - ed è giusto definirla ancora una bozza. Sarà prima oggetto di concertazione con i rappresentati delle categoria economiche e di settore, come la Confindustria». Dunque le modifiche ci dovrebbero essere, prima che diventi legge. «È la prima fase, dopodiché una volta deliberata dalla giunta va in Consiglio, dove verrà passata alle commissioni competenti (la due e la quattro). In quel momento sarà di nuovo oggetto di consultazioni e verosimilmente e di eventuali modifiche, e solo allora adottata dal consiglio regionale per diventare legge».


Il Piano che sta elaborando la Regione abbassa i limiti del marmo da estrarre
Poli (Coop Levigliani): «Si ostacola il lavoro». Cgil e sindaci sono sulla stessa linea
Tiziano Baldi Galleni seravezzaLe cave all'interno dell'area protetta delle Apuane finiscono ancora una volta nel mirino. Si è aperto l'iter per l'approvazione di una nuova legge regionale: il Piano cave, uno strumento urbanistico che andrà a stabilire alcuni aspetti delle attività estrattive. E che sta già facendo preoccupare imprenditori del lapideo e il sindacato della Fillea Cgil. IL LIMITE ALLE ESTRAZIONI«Non ci siamo davvero - dice Daniele Poli, presidente della Cooperativa Condomini di Levigliani - così approvata la norma ridurrebbe drasticamente i quantitativi da poter estrarre: se con il piano di bacino, elaborato insieme al Comune di Stazzema e con pareri di tecnici e commissioni, si era previsto in 10 anni di estrarre oltre 200mila metri cubi. Ma con la proposta del Piano cave si scende a 185 mila metri cubi in 20 anni». Un bel taglio, che a quanto pare tocca solo i bacini di cava del Parco. Rimanendo nell'Alta Versilia, anche quelli dei siti di Arni, e molti dell'Henraux sull'Altissimo. Abbiamo chiesto lumi all'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, delegato all'urbanistica. Ma al momento non rilascia dichiarazioni. La Cosmave, la scorsa settimana, aveva parlato di una bozza del piano che «andrebbe a complicare e limitare, da un punto di vista quantitativo ed anche qualitativo, la fase di estrazione, con evidenti ricadute su tutta l'attività produttiva». Con estrazioni - all'interno dell'area Parco - molto inferiori rispetto al presente. «Tutte le volte che la Regione si muove non aiuta le attività di cava - prosegue Daniele Poli - Poi si parla di posti di lavoro, ma di fatto si va sempre più a burocratizzare questa attività e non si riesce a lavorare». La Coop Condomini è fra le prime ad aver concluso l'iter del piano di bacino, come prescrive il Pit (Piano di indirizzo territoriale) della Regione. Un lavoro durato mesi con il quale Levigliani si è messa in regola e ha chiesto di scavare più arabescato Corchia: «Per sviluppare l'azienda e aumentare l'occupazione, ma così si cancellerebbe tutto il lavoro fatto».ANCHE I SINDACI D'ACCORDOLo conferma anche il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, presente al primo tavolo di concertazione con la Regione. Era insieme al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, come rappresentati dell'Anci. «I sindaci vorrebbero che si considerasse lo sforzo della pianificazione che si sta facendo con i piani di bacino - dice Verona -. Sono veri studi sul territorio e c'è un rapporto ambientale. Si rischia di vanificare tutto, per ridursi ad un piano numerico, a svantaggio delle realtà locali». Però Verona è fiducioso, perché siamo in una fase di trattativa dove di solito si trova un equilibro. Intanto giovedì 18 tutti i sindaci dei comuni coinvolti dal Piano cave si incontreranno. Hanno chiesto alla Regione tempo per analizzare la bozza e poi fare le osservazioni. L'OPINIONE DEI SINDACATIAnche la Cgil Fillea ha chiesto un tavolo di confronto in Regione. «Siamo tutti attenti a cercare di capire le tonnellate che saranno a disposizione delle aziende - dice Leonardo Quadrelli, storico referente della Fillea sul territorio -. Non siamo contrari a prescindere ma abbiamo sempre pensato che il contingentamento bisogna farlo esclusivamente sulla legge (il Pit) che già prevede l'obbligo di lavorare sul territorio il 50% del materiale estratto. Così si preserva il lavoro, altrimenti si mettono le aziende in condizioni sfavorevoli per investire su questa attività». --

Il Comune avrà a disposizione un anno di tempo per potersi adeguare il nodo da sciogliere sarà la produzione sostenibile
CARRARA Il piano regionale delle cave verso l'approvazione a dicembre. Due i punti che piazza 2 Giugno intende discutere: la resa estrattiva, che col nuovo testo passa dal 20 al 30%, e la previsione della quantità di materiale escavato per i prossimi vent'anni, che tiene conto solo dello stato attuale della produzione. La scorsa settimana l'amministrazione è stata invitata a Firenze, a un tavolo di concertazione sul piano cave. Lo ha riferito l'assessore Trivelli nel corso della commissione marmo di ieri; Giuseppe Bruschi e Massimo dell'Amico dell'ufficio marmo si sono curati d'illustrare le possibili criticità del piano. L'adozione del Prc è prevista per dicembre 2018; dopo l'approvazione, il Comune ha a disposizione un anno per adeguare il piano operativo comunale e due per adeguare il piano strutturale. Nel frattempo, visto che gli uffici sono già al lavoro sui piani attuativi dei bacini estrattivi per il prossimo giugno, dovranno senz'altro tenere conto delle prescrizioni contenute nel piano. Il piano cave formula una stima dei fabbisogni delle varie tipologie di materiali su scala regionale, individua i comprensori e al loro interno i giacimenti potenzialmente escavabili. Per ciascun comprensorio sono definiti gli obiettivi di produzione sostenibile: per il bacino apuoversiliese di 31 milioni di metri cubi in 20 anni. Nuove autorizzazioni saranno consentite solo se i quantitativi minimi da destinarsi alla trasformazione in blocchi e lastre saranno non inferiori al 30% della produzione. Una quota che per alcune cave potrebbe essere difficile da raggiungere, commenta Trivelli. Piazza 2 giugno ha facoltà d'inviare osservazioni al piano in una decina di giorni. «Chiederemo una valutazione di sostenibilità della percentuale richiesta - afferma Trivelli - dal momento che in alcuni bacini in cui il raggiungimento della quota del 30% potrebbe essere difficoltoso». --I.R.

La associazioni hanno scritto a sindaco, giunta e consiglio comunale e chiedono chiarimenti sulle procedure in materia
MASSa Le associazioni ambientaliste Cai, Grig onlus, Italia Nostra e Legambiente scrivono una lettera aperta al sindaco Francesco Persiani, alla giunta e al consiglio comunale in materia di cave e Parco. Si concentrano, in particolar modo, sui confini del Parco stesso e sulle modalità attraverso cui quei confini vengono tracciati. Chiedono, in particolare, «il rispetto delle leggi. È vero - spiegano le associazioni ambientaliste - che tolleriamo che la materia relativa alle cave sia ancora regolata dalla legge estense del 1846; è vero che tolleriamo che dagli anni '90 del secolo scorso la materia sia stata sottratta al consiglio comunale e affidata al dirigente o alla giunta (e, purtroppo, non ci sembra che la "politica del cambiamento" abbia intenzione di ridarne la competenza al consiglio), ma è intollerabile che nel 2018 il confine del Parco lo decidano i concessionari su input del dirigente.Il confine del Parco - prosegue la nota - è materia di competenza di giunta e consiglio e ogni sua modifica deve essere valutata e condivisa perché le montagne appartengono alla collettività e questa deve essere chiamata a decidere. Invece, ci troviamo di fronte ad una procedura anomala: un direttore e un presidente di Parco - proseguono gli ambientalisti - al di fuori dei normali percorsi, scrivono al Comune per sapere se ci sono problematiche riguardo ai confini e un dirigente ne riferisce direttamente ai concessionari di cava senza sentire l'esigenza di alcuna riflessione politica e amministrativa. Non solo. Raccolta la corrispondenza dei concessionari, senza prenderne atto, la invia al Parco che si appresta a fare le modifiche dopo aver contattato indeterminati uffici regionali. Ci troveremo, perciò, con una modifica di confine del Parco, accolta da un dirigente».Le associazioni ambientaliste nella lettera aperta a giunta, consiglio e sindaco di Massa chiedono, dunque, chiarimenti sulle procedure e sugli iter amministrativi: «Aspettiamo - precisano - una presa di posizione decisa del sindaco Persiani e dell'amministrazione comunale di Massa (oltrechè degli organi regionali da cui dipende il Parco): non si possono - continuano e chiudono la nota le associazioni - infrangere regole e procedure amministrative». --

Il primo cittadino: «Il colloquio è stato molto costruttivo e il sottosegretario è colpito dalla disastrosa situazione È il momento della svolta»
MASSA Il sindaco Francesco Persiani lo ha annunciato la scorsa settimana durante la conferenza stampa per fare il punto sui primi 100 giorni di governo della città: il 15 ottobre l'amministrazione avrebbe incontrato il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon. Ieri l'incontro a Roma: «Assieme al vice sindaco Guido Mottini e al Capo di Gabinetto Daniele Pepe - scrive il sindaco in una nota - ho incontrato il sottosegretario del Ministero del Lavoro, l'onorevole Claudio Durigon. Il colloquio - spiega il primo cittadini - è stato costruttivo e assieme al sottosegretario abbiamo gettato le basi per il rilancio occupazionale del nostro territorio. Dopo un'approfondita analisi delle problematiche che attanagliano da tempo il tessuto lavorativo e sociale di Massa, siamo soddisfatti che il Governo abbia finalmente a cuore il futuro dei nostri cittadini.Al termine del proficuo incontro, nel corso del quale il sottosegretario è rimasto profondamente colpito dalla disastrosa situazione in cui versa la nostra realtà lavorativa, dopo decenni di malgoverno della sinistra, abbiamo convenuto che è arrivato il momento di dare una svolta e cambiare decisamente passo. Noi siamo pronti e il Governo è al nostro fianco - assicura il sindaco Francesco Persiani - per supportarci nelle iniziative che presto andremo ad intraprendere».Nessuna indiscrezione, ad ora, su quelle iniziative per il rilancio economico e lavorativo soprattutto in relazione all'area di crisi complessa --.

L'arte di Valdes

Fino al 4 Novembre possibile vbisitare la mostra di Valdes a Pietrasanta

SERAVEZZA «No a nuove penalizzazioni per il settore estrattivo apuo-versiliese: se il Piano cave dovesse andare avanti per come è ora siamo pronti a metterci di traverso». Ad attaccare il documento messo in concertazione dalla giunta regionale è il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti che rigetta l'ipotesi di nuove limitazioni al comparto. C'è un articolo, in particolare, il 13, su cui l'attenzione di Marchetti si è fissata con preoccupazione: «Da un lato si inibisce la possibilità per i cavatori di ottenere le autorizzazioni, poiché le soglie storiche dei quantitativi minimi si attestano intorno al 21- 22% e i lavori di messa in sicurezza non possono contenersi in un numero, ma devono rispondere alle esigenze di tutela dei lavoratori. Dall'altro si generano condizioni di disparità a seconda dei materiali ornamentali coltivati, pur mantenendo una indistinta difficoltà di accesso alle autorizzazioni». --

Il vicepresidente Romeo Buffoni: ci sono le telecamere, spero che si agisca
E il barista Andrea Ghinoi stigmatizza i graffiti sul marmo: «Chi paga?»


CARRARA Opere d'arte vandalizzate in pieno centro storico. Nella notte tra venerdì e ieri, intorno alla mezzanotte, è stata spaccata una delle due fioriere poste davanti all'ingresso della Galleria del borgo. Non si trattava di un vaso come tanti, bensì di una scultura proveniente dall'atelier Barattini.«Era un'opera di valore - spiega Romeo Buffoni il vicepresidente dell'associazione "Artisti del borgo" - acquistata dal padre della presidente Chiara Russo. Sappiamo che è successo intorno alla mezzanotte perché un signore che abita in zona ha sentito un vocio intorno a quell'ora, seguito da un colpo secco. Comunque le telecamere ci sono, si scoprirà chi è stato».Un gesto che fa rabbia per la sua gratuità e soprattutto la sua inspiegabilità: «Quel che mi fa indignare è che gli Artisti del borgo si prodigano tanto per animare il centro storico, farsi promotori d'incontri e iniziative e vengano ripagati in questo modo - commenta Buffoni - Con queste carognate ti fanno perdere la voglia di fare».E aggiunge: «Ho molti motivi di essere amareggiato. Il primo gesto compiuto da quest'amministrazione è stato sfrattarmi dal sottoscala adibito a piccola sala espositiva dove avevo organizzato all'incirca quaranta mostre tra pittura e scultura».Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. Da mesi ormai nel centro di Carrara compaiono nottetempo alcuni graffiti sui muri: ritraggono un omino stilizzato che tiene in mano un palloncino a forma di cuore. Di per sé sarebbero anche gradevoli. Il problema, in questo caso, è la collocazione decisamente inopportuna: recentissimamente un omino è stato vergato sul muro della ex biblioteca comunale e un altro proprio sul marmo, sul parapetto della scala di piazza d'Armi. La cosa non è sfuggita al barista Andrea Ghinoi, che si è giustamente indignato. Ghinoi a chiesto a questo "Banksy" di provincia sulla propria pagina facebook di smettere di deturpare marmi storici e dedicarsi solo a muri privati, senza mezzi termini. «Mi sono espresso così perché mi sembra che ormai in centro stiamo tollerando atteggiamenti inaccettabili - spiega Ghinoi - la statua di Mazzini ad esempio non ha fatto in tempo a essere restaurata che è già stata deturpata. Un graffito su una parete privata, meglio ancora se autorizzato, non mi dà alcun problema; ma per ripulire i marmi storici si sperperano soldi pubblici. Se ci sono le telecamere, che si usino: esorto l'amministrazione e la polizia municipale a intervenire per punire i colpevoli, correggere e prevenire. Noi commercianti del centro ci spendiamo tantissimo per far rinascere il centro, ma ciascuno deve fare la sua parte. Anche perché degrado chiama altro degrado». --IRENE RUBINO

Asta benefica con la Fondazione Marmo

Già distribuiti circa 850mila euro in vari progetti di utilità pubblica e sociale, in vendita anche oggetti d'arte e artigianato


CARRARA Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, si terrà a metà novembre un evento a cura della Fondazione MarmoIn un importante edificio della storia industriale di Carrara - si spiega in una nota - , la Fondazione Marmo organizza un'asta benefica di raccolta fondi che saranno utilizzati per finanziare le numerose richieste di aiuti che arrivano da enti, istituti scolastici e associazioni del terzo settore. «In questo primo anno e mezzo di attività, grazie prevalentemente ai contributi ricevuti da imprese del settore lapideo, la Fondazione marmo ha sostenuto più di 30 progetti per circa 850.000 euro di contributi: mense per persone bisognose, attrezzature per scuole, borse di studio, mezzi per vigili del fuoco, campagna prevenzione tumori, attrezzature diagnostiche per l'Azienda Usl, recupero patrimonio architettonico e museale, eventi culturali ed artistici, gare sportive dilettantistiche, supporti ad associazioni che si occupano di giovani portatori di handicap». «In questa nuova edizione, che si svolgerà venerdì 16 novembre, oltre ai blocchi saranno messi in vendita sculture, complementi di arredo e oggetti di marmo realizzati nei laboratori del territorio. Questo, infatti, è solo un primo tassello di un progetto che, coinvolgendo tutta la filiera locale, si propone di trasformare l'asta dei blocchi in una prestigiosa vetrina di sculture e di prodotti di marmo rigorosamente made in Carrara», si aggiunge nella nota.L'evento è aperto alle imprese del settore marmo e del suo indotto, alle associazioni del terzo settore e a tutte le persone che vogliono dare il proprio contributo. Sono numerose le cave, i laboratori e gli studi di scultura che si sono già impegnati a fornire blocchi e prodotti di marmo per l'asta e la Fondazione si augura che molti altri seguiranno il loro esempio.Ad inizi novembre sarà disponibile ( www.fondazionemarmo.it ) il catalogo con la presentazione dei blocchi, delle sculture e degli oggetti di design. --


L'assessore regionale Ciuoffo: basta con i campanilismi, pensate a quante bellezze e opportunità avete
CARRARA "Nel cuore del marmo": questo il titolo del servizio di dieci pagine (copertina inclusa) che il numero di settembre di "Touring", la rivista del Touring Club italiano, ha dedicato alla città di Carrara. Tra le pagine scorrono scatti incantevoli della sartoria Gazzillo, di piazza Alberica, dell'Accademia, dello studio Nicoli. La caporedattrice Isabella Brega racconta in conferenza stampa che ha scoperto la città su invito della Imm. «Un nostro socio ci ha ringraziato perché gli abbiamo presentato una città di cui non aveva un'idea - spiega Brega - cresciamo, nasciamo e viviamo in mezzo al bello. È l'emozione che dobbiamo offrire al turista». Non si vede bene che con gli occhi del cuore, insomma. Brega suggerisce che la città debba puntare sulla cultura del marmo, su un turismo di nicchia: «Perché non ci sono solo a Roma e Venezia, è l'Italia dei mille campanili la nostra ricchezza».Di qui l'idea di mettere a un tavolo le istituzioni per cominciare a studiare proposte concrete. Partendo da un'idea: la "via del marmo". Per Fabio Felici, presidente di Imm, potrebbe dare il nome a un'iniziativa: «Dopo la strada dei marmi potrebbe esserci la strada del marmo: un progetto che partendo da carrara coinvolga i cento e passa laboratori artistici, i luoghi del marmo, coinvolgendo anche Massa e la Regione. Imm si propone agli operatori come soggetto esperto di promozione».La creazione di una rete è l'obiettivo a cui puntare anche secondo Davide Lambruschi, professore e console del Touring Club: «A Carrara potremmo creare un continuo museo diffuso». L'idea del museo a cielo aperto piace anche a Pierlio Baratta, assessore al bilancio del Comune di Massa. Dino Sodini, presidente della camera di commercio di Massa-Carrara, evidenzia tutte le criticità presenti nell'ambito del turismo: la mancanza di collegamenti dalla Marina alle cave, le carenze di strutture, la difficoltà a fare rete. «Quando Francesco Messineo era presidente dell'autorità portuale ci consigliò di puntare sulle crociere d'élite - spiega - ma servono mezzi adeguati per raggiungere le cave. Nei bacini estrattivi il turismo non viene ben visto: sono luoghi di lavoro. Mancano di strutture igienico-sanitarie. Abbiamo investito troppo poco sul turismo e considerato il marmo solo come merce».Venendo alla cultura: «A Carrara le iniziative sono molte ma non esiste la rete. Abbiamo lanciato la street art sulla Francigena e non riusciamo a unire tutti i Comuni interessati».Scoppia un piccola diatriba tra Federica Forti, assessora alla cultura di Carrara, e il presidente della Provincia e sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, col presidente che esorta ad allargare lo sguardo a tutto il comprensorio e a non parlare solo di Carrara e l'assessora che difende il suo operato. Stefano Ciuoffo, assessore alle attività produttive, al credito, al turismo e al commercio della Regione Toscana, propone una soluzione: abbandonare i campanilismi. «Questo territorio soffre dell'abbandono delle grandi imprese - afferma Ciuoffo - e della mancanza di un tessuto diffuso piccole e medie imprese. Deve ricostruirsi; il turismo forse non è la risposta ma certo non si può puntare solo sul marmo. Tutti abbiamo delle cicatrici addosso, ma ci sono zone del nostro Paese che non hanno le alpi e il mare, non si trovano su un corridoio europeo rilevante di traffico di merci. Pensate a chi ha meno opportunità ed esprime il proprio orgoglio con più convinzione». Allora la via del marmo può divenire la via di una comunità che rialza la testa e smette di guardarsi la punta del piede, che può guardare l'orizzonte da un punto di vista privilegiato: «Altrimenti continueremo a battibeccare per decidere se il marmo è di Carrara o di Massa». --IRENE RUBINO

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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