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da ERCOLINI
Carrara L'attore Simone Barbato girerà un videoclip presso le cave Ercolini di Carrara. Direttamente da programmi televisivi come Zelig e Avanti un altro, Barbato, divenuto noto al grande pubblico per le sue esilaranti performance da mimo comico, sarà nella nostra città nel ruolo di tenore. La produzione, curata dallo stesso attore, assieme ad Angelo Iannattone e Alberto Lagomarsini, sarà sicuramente un canale di promozione del nostro territorio, che viene spesso scelto dalle star della musica per raccontare la propria arte sonora. Oltre al concittadino Francesco Gabbani (il cui video di "Amen", girato nella cava Borghini, ottenne milioni di visite), va ricordata Dolcenera, che proprio alle cave di marmo girò un video musicale di notevole impatto. Con il nuovo lavoro di Simone Barbato (recente concorrente anche a L'isola dei famosi) si conferma quindi il feeling degli artisti (non solo di natura scultorea) per le cave di marmo. --DAVID DE FILIPPI

Colori, forme e lavoro a Palazzo Cucchiari


La mostra Prosegue fino al 21 ottobre la mostra "Colori e forme del lavoro. Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla" promossa dalla -Fondazione Giorgio Conti e ospitata a Palazzo Cucchiari a Carrara. È visitabile tutti i venerdì e il sabato dalle ore 16 alle ore 22.


Secondo l'accusa avrebbe escavato in difformità al piano
A lui e al suo geologo si contestano reati contro il paesaggio
MASSA Secondo il pubblico ministero, Giorgio Turba ha esteso l'attività estrattiva all'interno dei confini del Parco delle Apuane, comunque in un'area in cui l'estrazione non è nè concessa, né prevista dal piano di escavazione. È, infatti, con l'accusa di aver violato le prescrizioni delle legge sui beni culturali e sul paesaggio che l'imprenditore del marmo (ex patron della Massese) è a processo di fronte alla giudice monocratica Valentina Prudente. Insieme a Giorgio Turba, sul banco degli imputati, c'è anche il geologo Massimo Corniani, difeso dall'avvocato Luca Benedetti.Secondo l'accusa Giorgio Turba, titolare di Cava Romana srl (che escava presso Cava Valsora-Palazzolo), avrebbe esteso l'attività estrattiva in area protetta e in difformità rispetto al piano di escavazione presentato e autorizzato. In particolare sarebbe stata arretrata la linea di confine con il parco, ampliando in questo modo l'area interessata all'attività estrattiva.A processo con l'imprenditore, difeso dall'avvocato Piero Fillioley, anche il geologo che, secondo il pubblico ministero (di opinione diversa la difesa), avrebbe svolto le attività di direttore lavori con conseguenti responsabilità sulle opere di estrazione. Escavando in difformità alle autorizzazioni rilasciate, Turba e Corniani avrebbero violato le prescrizioni del codice del paesaggio. Ai due si contesta, infatti, un reato di tipo contravvenzionale come previsto dall'articolo 181 di quel codice. Una vicenda complessa quella di cava Valsora, che non ha soltanto risvolti nelle aule panali, ma anche in quelle della giustizia amministrativa con un ricorso al Tar fiorentino contro gli atti con cui il Comune non rinnova le autorizzazioni all'escavazione. I fatti contestati risalgono all'aprile del 2016. Venerdì mattina, in tribunale, davanti alla giudice Prudente, la terza udienza. In aula l'imprenditore Giorgio Turba non c'era. Contattato telefonicamente, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. --C.S.

 


Alla Rinchiostra gli scatti del fotoreporter
Immortalate le opere, ma anche la quotidianità

MASSA «È una sorta di sintesi - confessa orgoglioso Claudio Barontini alla inaugurazione della sua mostra - che condensa 14 anni di quotidianità». Lui, Barontini, è un conosciutissino fotoreporter di gossip che aggiunge alla sua fortunata carriera di paparazzo anche quella di ritrattista. L'oggetto del suo commento è una serie di ritratti di uno scultore fra i più conosciuti ed apprezzati del panorama artistico attuale: Pietro Cascella. «Ci siamo conosciuti - continua il fotografo - nel 1994 quando fui incaricato dal settimanale Gioia di realizzare una serie si immagini dell'artista. Ci incontrammo nel suo Castello a Verrucola di Fivizzano dove Cascella risiedeva ormai da molti anni. Il nostro approccio fu emblematico perchè Pietro mi chiese se fossi in grado di fotografare le sue sculture. Non era il mio settore di studio, ma mi giocai l'opportunità». Ne nasce un'amicizia suggellata appunto da una serie di ritratti fortemente connotati, frutto appunto, di una confidenza guadagnata in 14 anni di amicizia. La mostra, inaugurata qualche giorno fa a Villa Rinchiostra, espone immagini solenni, istituzionali, studiate e fortemente caratterizzate. Lo spunto è far emergere l'artista, il suo studio, il talento che lo guida nei suoi lavori. Accanto a questa ricerca c'è però uno spaccato ufficioso, frutto appunto della quotidianità vissuta da due amici. Ed ecco allora un Cascella abbandonato in una posa rilassata, stanca ma soddisfatta alla fine di una giornata di lavoro, accanto allo strabiliante ritratto dello scultore mentre suona la batteria. Alla inaugurazione era presente anche il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi che ha sottolineato orgogliosamente la scelta dello scultore di risiedere nel piccolo borgo lunigianese. L'assessora alla cultura del comune di Massa Eleonora Lama ha ricordato che in città il monumento al partigiano (ricordato come il carciofo di piazza Matteotti) è opera di Pietro Cascella. Lo scultore amava ricordare che la sua statua era impreziosita dalla presenza dei bambini che vi giocavano, perchè: «Un'opera deve essere vissuta dalle persone che la ammirano». Claudio Barontini ha guidato i numerosi visitatori nelle sale espositive. -- Claudio Cuffaro

Guidò l'amministrazione cittadina dal 1998 al 2002 e poi fu sostituito
Cancellò la forfettizzazione dei detriti, contro di lui la clamorosa serrata del lapideo

CARRARA È deceduto all'ospedale Versilia ieri mattina, all'età di 83 anni, Lucio Segnanini, ex sindaco Ds che guidò l'amministrazione carrarese - alla guida di una coalizione dell'Ulivo - dal 98 al 2002. Aveva alcuni problemi di salute, complicati da un ictus.Commercialista, ex presidente di Amia, durante la sua amministrazione cancellò la forfettizzazione dei detriti e promosse, fra l'altro, la grande ristrutturazione della piazza centrale di Marina. Fu un sindaco dinamico, di carattere, andò allo scontro con gli imprenditori del marmo che per questo diedero vita ad una clamorosa "serrata" di due giorni contro la nuova tassazione. Fece discutere anche la scelta di affidarsi a un giovane direttore generale, Alessandro Lombrano.Alla fine del suo mandato, le forze del centrosinistra scelsero di cambiare, come avevano già fatto quattro prima con la Fazzi Contigli. Il prescelto fu Giulio Conti (e anche per lui, un solo mandato).Segnanini vinse con il 56% contro il 21,4% di Ermanno Biselli, che superò il candidato di centrodestra Stefano Berretti. Lo appoggiavano Democratici di sinistra, Verdi, Popolari, Socialisti democratici italiani, Rinnovamento italiano, Pri e Rifondazione, partiti le cui liste arrivarono al 61%, anche se poi Rifondazione si sganciò. In seguito, Segnanini prese posizioni polemiche verso il centrosinistra, tanto che nel 2007 appoggiò con Carrara Libera Simone Caffaz, e nel 2012 si candidò a consigliere comunale con Elvino Vatteroni, con la lista 7 Luglio.Il sindaco Francesco De Pasquale ha così espresso il suo cordoglio: «A nome di tutta l'amministrazione voglio esprimere ai suoi cari il cordoglio per la perdita di un uomo che ha dedicato una importante parte della sua vita alla nostra città. Proprio mentre lui era alla guida di Palazzo Civico iniziò il mio impegno civile con il Comitato Sos Carrara per la lotta all'inquinamento da polveri sottili. Avevamo e abbiamo sempre avuto idee diverse e siamo sempre stati schierati su fronti opposti ma prima da cittadino e poi da sindaco in carica voglio ricordare che fu lui a dare l'impulso per l'avvio della costruzione della Strada dei Marmi un'opera che, pur non essendo priva di criticità sotto diversi punti di vista, ha sostanzialmente risolto il problema dell'inquinamento in centro città. Lunedì, in concomitanza con le esequie (che si terranno in forma privata per volontà della famiglia), sarà proclamato il lutto cittadino e le bandiere del municipio saranno issate a mezz'asta», conclude.«Voglio esprimere alla famiglia di Lucio Segnanini il mio cordoglio, per la perdita di un uomo che ritengo sia stato un grande sindaco»: così la deputata Pd Martina Nardi. E aggiunge: «È stato un importante punto di riferimento per Carrara dal 1998 al 2002, quando ancora esisteva la coalizione dell'Ulivo. A lui si deve una delle grandi opere di Carrara del dopoguerra, la strada dei marmi. Fu sempre lui che iniziò la battaglia giudiziaria sui cosiddetti beni estimati, sostenendo la proprietà pubblica di tutti gli agri marmiferi».Lucio Segnanini lascia la moglie Paola, i figli Andrea e Laura, gli adorati nipoti Rossella, Riccardo, Tommaso, Arianna e Vanni. Come detto, le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata con la sola famiglia, domani. --M.B.

il ricordo del presidente di imm

Felici: che energia... Pese, Strada dei marmi Urban, ero il suo Lothar
CARRARA Fabio Felici, presidente di Imm Carrarafiere, fu assessore nella giunta di Fabio Felici: «Lucio Segnanini - scrive Felici - è stato un cittadino appassionato di politica e della sua Carrara. Una persona per bene che ha messo le sue passioni, la sua caparbietà, la sua determinazione, al servizio della sua città difendendo le sue idee, le sue visioni, anche a costo di scontri che gli sono costati più di quanto avrebbe meritato.

il figlio andrea
«Sei stato il più grande»
«Ciao papà! Per me sei stato e resti in assoluto il più grande!»: questo il messaggio del figlio Andrea, ex allievo del Classico Repetti, direttore delle relazioni industriali all'Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo.


la cgil interviene

MASSA Duro atto di accusa di Patrizia Bernieri della segreteria confederale della Cgil sulla questione del Consorzio Zona industriale. «Un ente nato per legge encomiabile dello stato per sostenere e promuovere la zona industriale apuana. Ruolo che nel tempo ha assolutamente smarrito come già nel 2005 la nostra organizzazione aveva avuto modo di denunciare chiedendone in maniera provocatoria la chiusura», scrive Bernieri.E ricostruisce la storia del consorzio. «Anni in cui mentre noi denunciavamo lo svuotamento, il frazionamento e le speculazioni delle aree industriali seguite all'abbandono e chiusura delle aziende a partecipazione statale c'era chi era maggiormente preoccupato alle nomine a nascondere il declino della zona industriale e a favorirne la terziarizzazione, impoverendo l'occupazione e la qualità del lavoro. Abbiamo assistito ad assenze colpevoli e presenze ancora più colpevoli di tanta parte della politica locale e delle amministrazioni consorziate che ne hanno decretato il fallimento nella missione ed anche della gestione finanziaria», continua «Noi intanto come Cgil, nel disinteresse generale ,allora con l'obiettivo di aprire la riflessione sui problemi evidenti ci siamo dimessi dagli organismi che poi si sono resi responsabili anche del dissesto finanziario dell'ente», rivendica Bernieri.La Cgil comunque vede un futuro per il Consorzio, se ben gestito.«Oggi dopo che la Regione in maniera positiva ha deciso di intervenire assumendo ruolo e ingenti oneri finanziari vorremo poter discutere del futuro che si sta pensando per il consorzio. Continuiamo a ritenere indispensabile al nostro territorio il potenziamento dell'attività manifatturiera e crediamo che una sinergia nella governance tra regione e istituzioni locali attraverso la previsione delle competenze necessarie potrebbe garantire di rilanciare per il consorzio il ruolo di promozione e salvaguardia della vocazione industriale delle aree».Siamo preoccupati poi che nel clima di caccia alle streghe che si sta favorendo da tempo nel paese contro i dipendenti pubblici .Lavoratori che negli ultimi due anni sono passati da sei unita a due e un part time , che hanno rinunciato al riconoscimento di diritti acquisiti andando a ridurre sensibilmente il loro costo complessivo . Oggi meritano rispetto e pretendiamo attenzione e sensibilità alle conseguenze che potrebbero avere sulla loro occupazione». --


Soltanto un servizio igienico a disposizione per circa duecento studenti:
per accedere agli altri due bisogna uscire e rientrare nell'istituto
Luca Basile / PIETRASANTA Andare in bagno, al liceo Stagi, è un'impresa. Così come raggiungere i laboratori o ancora la palestra. Perché? Semplicemente perché una porzione della scuola è inaccessibile e quindi mentre uno dei tre servizi igienici è raggiungibile, com'è normale che sia, dai corridoi per gli altri due bisogna fare un giro larghissimo passando anche all'esterno del plesso. Non proprio una soluzione ottimale quella con cui sono costretti a convivere gli oltre 200 studenti del liceo. Problematica che si lega, ovviamente, alle enormi e datate precarietà strutturali certificate, di recente anche da un sopralluogo dei vigili del fuoco. Precarietà che sono anche la causa del trasloco delle classi del biennio del liceo, con sede lungo la via Provinciale per Vallecchia, al Don Lazzeri in piazza Matteotti ed il conseguente spostamento delle sezioni dei geometri e dell'agraria nella scuola con vista su via Sant'Agostino. Un'operazione che, ad incipit dell'anno scolastico, ha appunto innescato il trasloco da sede in sede di circa cinquecento studenti.

ALLA REGIONE
Il progetto verrà ripresentato per ricevere i soldi
La posizione in graduatoria non è delle più rassicuranti: il progetto che prevede la realizzazione di un polo unico delle Stagi, presentato dalla Provincia, per accedere ai finanziamenti regionali, è infatti solo 342°. Difficile, se non impossibile, con un punteggio così basso, poter pensare di accedere a una qualsiasi forma di contributo. La Provincia, però, resta ottimista: si è già messa al lavoro per riformulare, modificandolo in parte, il progetto, anche perché a fare da discriminante sempre in chiave punteggio, saranno le modalità di intervento: sostituzione e rifacimento o ricostruzione. E visto il contesto di grande importanza delle Stagi per Pietrasanta, non sono esclusi ricorsi.

 


Dopo l'operazione "black marble" gli accertamenti delle Fiamme Gialle
su input della Procura sono andate avanti: Iva, Irpef e imposte non versate

Alessandra Vivoli / CARRARA La prima è stata la grande inchiesta "black marble" quella che ha scosso dalle fondamenta una parte del mondo lapideo rivelando un sistema di sottofatturazione nella vendita dei blocchi. Ma da allora (le indagini furono condotte dal febbraio 2013 al marzo 2016 sotto la direzione della Procura), i controlli non si sono mai fermati. i controlli non si sono mai fermatiLa notizia è proprio questa: senza clamore, senza sensazionalismi, e con impegno immutato la Procura ha continuato a fare da regia ai controlli delle Fiamme gialle sul settore marm

 

Parla il procuratore

CARRARA La Procura sulle cave e sul mondo del marmo non ha mai distolto l'attenzione. E il pool di lavoro, insieme alla Regtione, per la regolamentazione e la sicurezza dei bacini marmiferi, ha continuato a fare "il suo" in tutti questi mesi, estate compresa.Mesi e mesi di lavoro per cercare di mettere dei paletti, ad esempio nella interpretazione dei perimetri di concessione. E anche per monitorare l'andamento del comparto lapideo, dal monte fino a segherie e laboratori dove ci sono indagini in corso da parte della Procura.E, proprio per fare il punto della situazione il presidente della Regione, Enrico Rossi, sarà a Massa Carrara il prossimo venerdì 17 ottobre, per spiegare al meglio l'applicazione dell'articolo 58bis della nuova normativa regionale in materia di cava, quella che mette un punto fermo su concessioni e confini, dopo anni di interpretazione "allegra" di questa materia sia da parte degli imprenditori del lapideo che delle amministrazioni.Intanto il procuratore capo Aldo Giubilaro fa il punto sulla situazione cave per quel che riguarda i procedimenti giudiziari e normativi.«Per quel che riguarda i procedimenti di carattere prettamente giudiziario - dichiara il procuratore - le indagini vanno avanti».Insomma non si sbilancia oltre ma è chiaro che la lente della Procura sul mondo del marmo è sempre ben piazzata per evidenziare eventuali irregolarità.«Dal punto di vista normativo - continua il procuratore Giubilaro - da parte della Regione è arrivato un esame ancora più attento dell'articolo 58 bis. Credo che il tutto sia finalizzato a fare chiarezza nell'interpretazione di una norma che si è prestata verisimilmente a qualche abuso». Non si sbilancia oltre ma proprio quell'articolo della legge sarà al centro del nuovo incontro con il presidente Rossi.In sostanza il procuratore, che è stato il primo a puntare l'attenzione della magistratura sui bacini marmiferi apuani, ha parlato di un doppio binario in cui si sta procedendo. Da una parte gli accertamenti, i procedimenti già incardinati e le indagini in corso sulla filiera del marmo.Dall'altra la legge regionale di cui proprio il presidente Enrico Rossi verrà a parlare a Massa Carrara il 17 ottobre. --A.V:

Il 17 ottobre
CARRARA Sul tema del lapideo il presidente della Regione Enrico Rossi ha sempre tenuto l'attenzione altissima.E, con la nuova normativa (quella che ha consentito di sbloccare la situazione delle cave con le concessioni "sospese" e puntualizzato la questione dei confini di escavazione) ha messo dei punti fermi sul mondo del lapideo e dell'escavazione in particolare per quel che riguarda l'articolo 58 bis.Il presidente Enrico Rossi sarà quindi a Massa-Carrara il prossimo venerdì 17 ottobre: sarà l'occasione per un altro passaggio sul mondo dell'escavazione e per l'interpretazione l'art. 58 bis che va a disciplinare temporaneamente quelle lavorazioni a monte che comportano uno sforamento di oltre 1000 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione autorizzato. --

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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